"Il computer veniva usato ma sempre in compagnia di Marco? Tu non hai mai utilizzato il computer da solo?"#Sempio: da solo mai, mai. Sempre con Marco, sì, sì, sì. Mai da solo. #Garlasco #StorieItaliane pic.twitter.com/nhdrJiVzbj
— Storie di Giustizia (@Icswhatt) January 28, 2026
Le ipotesi circolate in passato e la replica della difesa
Durante il collegamento è stato richiamato quanto riportato in passato su presunti contenuti presenti sul computer di Chiara. L’inviato ha riferito: “Si è detto che ci fossero dei filmati pornografici, o pedopornografici addirittura, sul computer di Chiara, ipotesi che la consulenza invece presentata dalla famiglia Poggi ha smentito”.
Cataliotti ha risposto sottolineando la posizione dell’assistito: “Il cliente nega precisamente questa possibilità ed è il motivo per cui abbiamo chiesto l’incidente probatorio”.

Accertamenti tecnici e perimetro delle richieste della difesa
Cataliotti ha motivato la presenza del team difensivo facendo riferimento alla fase in corso: “È un momento delicato in cui si intrecciano aspetti tecnici, in questo caso legati anche all’informatica”.
In studio, a una domanda sulla serenità rispetto al computer di Sempio, la risposta è stata: “Siamo tranquilli, ne ha parlato anche pubblicamente lui”.
Sulla delimitazione dell’accertamento richiesto, Cataliotti ha aggiunto: “Sì, noi abbiamo già circoscritto la nostra richiesta a ben specifici momenti o atti relativi ai due computer”.
#Taccia: Andrea non ha visto nessun video intimo, quindi se chiediamo l'incidente probatorio è perché siamo sicuri che non c'è nessun problema per Andrea. #Garlasco #StorieItaliane pic.twitter.com/IlK0c34Mjn
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Le dichiarazioni dell’avvocata Taccia e di Sempio
Nella parte conclusiva del servizio sono state raccolte anche le parole dell’avvocata Angela Taccia e di Andrea Sempio. Rispondendo sul tema del giudizio pubblico, Taccia ha affermato: “L’opinione pubblica penserà a quello che vuole, c’è la libertà di pensiero. I video sul computer di Chiara? Non ha visto nessun video intimo”. Sempio ha dichiarato: “Mai utilizzato il computer da solo, sempre con Marco”.
Taccia ha quindi concluso ribadendo la richiesta di verifiche in contraddittorio: “Noi non abbiamo paura di accertare i fatti, abbiamo paura delle prove che si formano nell’oscurità, come ha detto anche il collega Cataliotti. Ormai siamo in ballo, quindi tutto quello che si deve accertare si accerta. Però in contraddittorio con le garanzie difensive”.