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Garlasco, l’ex vice-capo dei Ris rompe il silenzio su Garofano: cosa si scopre

Garlasco, perché Garofano poteva non conoscere i test negativi

Secondo quanto riferito alla Procura, le analisi genetiche sui pedali furono condotte dal dottor Marino. Dopo un primo risultato positivo, il 20 settembre 2007 vennero eseguiti altri due test che diedero esito negativo. È proprio la mancata presenza di questi risultati nel fascicolo originario a essere oggi uno dei punti dell’attenzione investigativa.

Pizzamiglio ha spiegato ai magistrati di non essere stato informato da Marino di quelle contro-analisi, ma ha escluso che, per il ruolo ricoperto, ciò fosse necessariamente anomalo: “Era una consulenza tecnica quindi io non mi sarei mai permesso di chiedere e lui non avrebbe avuto motivo di informarmi”.

L’ex vice-comandante ha inoltre raccontato di essersi occupato del caso soltanto nei primi giorni e di non aver più avuto riunioni con Garofano sull’indagine. Alla domanda della Procura sulle comunicazioni interne, la risposta è stata altrettanto precisa: quando gli ufficiali erano nominati consulenti della Procura, “non è previsto aggiornare il superiore dei risultati”.

E ancora: “Poteva succedere nella prassi quotidiana che se Marino su una traccia aveva un problema di interpretazione mi chiedeva un consiglio. Ma nel caso dell’omicidio di Garlasco non mi chiese nulla”.

Il punto, dunque, non è soltanto stabilire che cosa abbiano indicato i singoli test, ma comprendere chi sapesse cosa e quando. Un interrogativo che assume particolare rilievo alla luce delle verifiche odierne sui cosiddetti Raw Data. Fanpage ha riportato che nei dati relativi alle analisi del 2007 sono state individuate contro-analisi negative sullo stesso materiale genetico che aveva prodotto il risultato positivo.

Garlasco, i consulenti delle parti e le analisi sui pedali di Stasi

C’è poi un altro elemento richiamato da Pizzamiglio davanti ai pm: la presenza dei consulenti tecnici delle parti durante le attività investigative. “Ricordo comunque che nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi erano puntualmente presenti i CT (ovvero i consulenti) delle parti”.

Il tema è particolarmente delicato perché nei documenti del 2007 risultano anche occasioni nelle quali alcuni consulenti non avrebbero potuto assistere alle operazioni. In un verbale viene indicata, per esempio, l’assenza dell’avvocato Pieragostini, collaboratore del legale Tizzoni per la famiglia Poggi, e del genetista Fabbri, consulente della difesa di Stasi, per alcune analisi. Il documento riportava: “I presenti danno atto che non potranno presiedere le operazioni di domani 18 settembre 2007 e pertanto avverranno senza soluzione di continuità e senza ulteriori preavvisi”.

Nel frattempo, resta da ricostruire con precisione la successione degli esami effettuati sui pedali della bicicletta Umberto Dei. La Procura di Pavia ha evidenziato la presenza di due risultati negativi del 20 settembre 2007 successivi al risultato positivo del giorno precedente, mentre le diverse ricostruzioni degli ex appartenenti al Ris insistono sulla necessità di interpretare quei risultati all’interno dell’intero percorso analitico.

Lo stesso Garofano, sentito nei giorni scorsi, ha sostenuto pubblicamente una ricostruzione differente, affermando che il profilo genetico di Chiara Poggi sui pedali fosse stato effettivamente individuato e che le analisi fossero state svolte in contraddittorio con i consulenti delle parti.

Pizzamiglio, invece, ha ricordato di essersi progressivamente allontanato dall’attività sul caso e di non aver ricevuto da Marino richieste di confronto sui risultati. La sua testimonianza aggiunge così un tassello alla ricostruzione di quelle giornate del settembre 2007, mentre la nuova inchiesta continua a concentrarsi anche sulla documentazione scientifica prodotta allora e sui dati che, secondo quanto emerso dagli accertamenti più recenti, non risultavano presenti nel fascicolo della condanna di Alberto Stasi.

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