
Tra gli elementi che hanno attirato maggiormente l’attenzione della magistratura c’è anche un episodio rimasto fuori dal verbale ufficiale. I pubblici ministeri hanno infatti ricostruito che durante quell’interrogatorio Sempio accusò un malore tanto serio da rischiare di perdere i sensi. Fu necessario l’intervento del 118, come confermato dai registri sanitari, eppure di quell’episodio non compare alcuna traccia nel verbale. Anche su questo particolare, l’ex comandante avrebbe dichiarato: “non ricordo”.
Negli anni scorsi era stato proprio Cassese a raccontare pubblicamente alcuni retroscena delle prime indagini. Ospite della trasmissione Storie Italiane, aveva riferito dell’incontro al cimitero tra Marco Poggi e Alberto Stasi, spiegando che “il fratello di Chiara chiese ad Alberto dell’esistenza del video intimo”. Sempre secondo il racconto dell’ex comandante, Marco Poggi avrebbe chiesto una copia di quel filmato “pulito dalle parti intime”, per conservare un ricordo della sorella, ricevendo però da Stasi la risposta che questa operazione “non era possibile”.
Dichiarazioni sulle quali l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, ha ironizzato osservando: “Su Stasi però ricorda tutto”. Intanto Cassese ha affidato la propria difesa all’avvocato Valter Biscotti, che contesta l’impostazione dell’inchiesta: “Vedo più un comportamento della Procura un po’ anomalo volto a ottenere un riscontro ad alcuni aspetti dell’inchiesta, a mio avviso già di per sé abbastanza debole”, sostiene il suo legale, che poi aggiunge: “Non credo che esistono i presupposti di legge per la contestazione di detto reato”.
Nel frattempo anche il fronte difensivo di Andrea Sempio continua a muoversi. I suoi avvocati, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno annunciato nuovi accertamenti sul luogo del delitto, convinti che vi siano ancora elementi mai valorizzati. Taccia ha infatti spiegato che verrà effettuato “un sopralluogo nel retro della villetta, andremo anche tra i rovi”. L’obiettivo della difesa è verificare l’eventuale presenza di indizi che possano rafforzare la convinzione dell’innocenza del loro assistito.
Proprio quei terreni rappresentano uno dei punti più controversi dell’intera ricostruzione. Secondo l’ipotesi della Procura, Sempio avrebbe attraversato i campi subito dopo il delitto per raggiungere l’abitazione della nonna, distante circa 500 metri dalla casa di Chiara Poggi. Tuttavia, in quella stessa zona un testimone riferì di aver trovato una bicicletta nera nascosta tra le sterpaglie, nei pressi di via Toledo e via Pascoli. Un particolare che sorprendentemente non sarebbe mai stato verbalizzato ufficialmente. Un dettaglio rimasto nell’ombra per anni che oggi torna ad alimentare un nuovo filone investigativo, aggiungendo un ulteriore tassello a uno dei casi giudiziari più enigmatici della cronaca italiana.