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Garlasco, viene fuori tutto: cosa fece Sempio per 48 ore nel 2017

Ricostruzione dei fatti: telefonate, tabulati e amnesie

I dettagli emergono in modo chirurgico dai tabulati telefonici. In quei giorni, dalla linea fissa della Procura di Paviapartono almeno quattro chiamate verso il cellulare di Andrea Sempio, tutte senza ricevere risposta. Nel frattempo, il carabiniere Silvio Sapone tenta più volte di contattare Sempio dal suo telefono personale, senza esito immediato. Si tratta di tentativi di contatto che appaiono privi di giustificazione ufficiale e che non risultano collegati ad atti formali da notificare. Il 22 gennaio 2017, però, qualcosa cambia: alle 17.30, Sempio riesce finalmente a parlare con Sapone per oltre cinque minuti. Subito prima e subito dopo questa chiamata, si registra una sequenza ravvicinata di telefonate tra Sempio e i suoi legali. Le conversazioni, tutte di breve durata, sembrano denotare una certa urgenza e la necessità di chiarire questioni non precisate nei verbali.

Quando interrogati dalla magistratura, i protagonisti di queste giornate adottano una linea comune: «Non ricordo». Questa amnesia condivisa pesa come un macigno sulle indagini, alimentando i dubbi su ciò che sia realmente accaduto in quelle ore decisive. I tabulati telefonici, però, non dimenticano: sono loro a ricostruire la sequenza degli eventi e a suggerire che in quei giorni qualcosa di rilevante sia avvenuto. L’attenzione degli investigatori si sposta ora proprio su quei numeri, su quella fitta rete di contatti che potrebbe celare la chiave di volta dell’intero caso. Il fascicolo aperto dalla Procura di Brescia punta a chiarire se ci siano stati effettivamente accordi illeciti e come si siano svolti i rapporti tra le figure coinvolte. L’ombra di una possibile corruzione giudiziaria pesa ancora oggi sull’intero procedimento.

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Andrea Sempio, nuovo nodo nel caso Garlasco

Le indagini attuali e le prospettive future

A distanza di otto anni dai fatti, la magistratura cerca di fare chiarezza su omissioni e silenzi che hanno segnato una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi tempi. L’indagine della Procura di Brescia si basa ora anche su nuove acquisizioni documentali e sull’analisi dettagliata dei flussi di denaro, oltre che sulle registrazioni telefoniche. Il caso resta aperto e suscita grande attenzione pubblica, con il rischio che ulteriori dettagli possano emergere nei prossimi mesi. Le dichiarazioni dei diretti interessati, le verifiche sui movimenti bancari e le testimonianze raccolte rappresentano oggi gli strumenti principali per tentare di risolvere il nodo giudiziario che da anni grava sulla vicenda di Garlasco.

In conclusione, la ricostruzione di queste 48 ore rappresenta uno snodo cruciale nell’inchiesta, evidenziando come, spesso, siano proprio i dettagli apparentemente insignificanti a fare la differenza nei grandi casi di cronaca. La memoria dei protagonisti vacilla, ma quella dei documenti resta intatta: sarà la giustizia, nei prossimi capitoli, a stabilire la verità definitiva.

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