“Bisogna iniziare a dire, a chiunque però, non poteva non calpestare le tracce ematiche”
— Anne (@AnneJunne) February 2, 2026
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Garlasco, Cassazione e l’inchiesta su Venditti: un altro fronte che si sgretola
A complicare ulteriormente il quadro c’è il capitolo parallelo dell’inchiesta sulla presunta corruzione che coinvolge l’ex pm Mario Venditti. Anche qui, la Corte di Cassazione è intervenuta con una decisione destinata a far discutere, confermando l’annullamento del sequestro di computer e telefoni disposto nell’ambito della nuova indagine sul delitto di Garlasco.
Nelle motivazioni, i giudici parlano esplicitamente di una quantità di dati e dispositivi “sproporzionata” rispetto alle esigenze investigative. Pur riconoscendo la legittimità dell’allargamento temporale degli accertamenti, la Suprema Corte ha sottolineato la violazione del principio di proporzionalità, un richiamo che rischia di svuotare l’intero filone investigativo. L’inchiesta sulla presunta corruzione, che avrebbe potuto aggiungere un tassello decisivo alla rilettura del caso, sembra così avviata verso un possibile nulla di fatto.
Il risultato è un’indagine che si frammenta su più piani: da un lato le nuove consulenze tecniche sul delitto di Chiara Poggi, dall’altro il ridimensionamento di un filone giudiziario che avrebbe potuto chiarire eventuali responsabilità istituzionali. In mezzo, una verità che continua a sfuggire, rendendo il caso Garlasco uno dei più controversi e irrisolti della cronaca giudiziaria italiana recente.