Garlasco, i dubbi di Andrea Sempio sull’ex avvocato
Tra i passaggi riportati da La Verità vi sono dichiarazioni attribuite ad Andrea Sempio sul suo ex legale, Massimo Soldani. Secondo quanto emerge dai brogliacci, Sempio avrebbe ipotizzato che l’avvocato potesse aver ottenuto informazioni riservate da un carabiniere attraverso un pagamento.
La frase riportata negli atti è: “C’è la possibilità che Soldani abbia messo nelle mani di qualche carabiniere un 1.000 euro per farsi girare qualche informazione”. Si tratta di un’ipotesi formulata da Sempio e non di un accertamento su un pagamento avvenuto. Il riferimento riguarderebbe i militari che seguirono la sua posizione nel 2017.
In particolare, le conversazioni chiamano in causa Silvio Sapone, che all’epoca era responsabile della polizia giudiziaria di Pavia. Il punto centrale riguarda la possibilità che il precedente difensore di Sempio avesse avuto contatti o accesso a informazioni non note al proprio assistito.
Il riferimento a Silvio Sapone nelle conversazioni intercettate
In un altro passaggio, Sempio esprime i suoi timori in merito agli eventuali rapporti tra Soldani e Sapone. Le parole riportate sono: “La mia idea…”, per poi proseguire: “è che non vorrei che davvero Soldani abbia avuto dei contatti con Sapone oltre quelli che so io, non vorrei che avesse davvero… recuperato delle carte, qualcosa”.
Il contenuto della conversazione descrive dunque la preoccupazione dell’indagato che il legale potesse essere entrato in possesso di atti o notizie attraverso canali diversi da quelli conosciuti da lui. Non emerge, tuttavia, un riscontro diretto sull’effettiva acquisizione di documentazione riservata.
In un’ulteriore parte dell’intercettazione, il ragionamento di Sempio appare più esplicito: “Probabilmente la corruzione […] si fermerà probabilmente alla posizione dei carabinieri… cioè come se noi avessimo… come se tu (rivolgendosi al padre Giuseppe, ndr) avessi appunto corrotto i carabinieri“. Anche in questo caso, le parole registrano un timore e una ricostruzione prospettata dall’interessato, senza accertare che vi siano stati episodi di corruzione.
Garlasco, i tabulati telefonici del gennaio 2017
Un altro elemento esaminato riguarda i tabulati telefonici relativi al gennaio 2017, periodo in cui Andrea Sempio risultava già iscritto nel registro degli indagati. Il 21 gennaio, secondo quanto ricostruito, Sapone avrebbe tentato quattro volte di raggiungerlo al cellulare, dalle 10.33 alle 12.46.
Altri tentativi di contatto sarebbero partiti da un’utenza della polizia giudiziaria. Il giorno seguente, domenica 22 gennaio, risulterebbe invece una telefonata diretta: alle 17.30 Sapone avrebbe parlato con Sempio per oltre cinque minuti.
La sequenza delle telefonate tra Sempio, Soldani e il carabiniere
La cronologia prosegue alle 17.37, quando Andrea Sempio contattò Massimo Soldani. Alle 17.48 avrebbe poi richiamato il carabiniere e, due minuti più tardi, alle 17.50, gli avrebbe inviato un messaggio con il numero del proprio avvocato.
Sempio è tornato su quella sequenza in una conversazione intercettata il 3 novembre 2025: “Qua è lui quando mi ha proposto la roba… io… metto giù, chiamo Soldani, glielo dico. Richiamo dicendo “guarda ti do il numero dell’avvocato”, gli passo il numero dell’avvocato”.
Secondo il racconto dell’indagato, Sapone gli avrebbe proposto un incontro per parlare del caso Garlasco. Sempio avrebbe chiesto: “Eh ma è un interrogatorio?”, ottenendo la risposta: “No no parliamo così”. L’interlocutore avrebbe inoltre aggiunto: “No noi ci vediamo… ci vediamo da qualche parte…”.
«Se mi dai i soldi ti aiuto»: il contenuto dell’intercettazione
Un’ulteriore intercettazione, datata 27 settembre 2025, riguarda un presunto meccanismo di aiuto in cambio di denaro di cui Sempio avrebbe parlato con i familiari. Nella conversazione, l’indagato fa riferimento a “un sistema in cui loro (probabilmente riferito agli investigatori, ndr) cercavano di prendere le persone che erano sottoposte ad indagine…”.
Il passaggio conclusivo riportato negli atti è: “Se mi dai i soldi ti aiuto”. Anche questa frase costituisce il racconto e la valutazione di Sempio e, da sola, non consente di stabilire se un simile sistema sia realmente esistito o abbia avuto applicazione nel suo caso.
Le intercettazioni e i dati telefonici aggiungono quindi nuovi elementi a un quadro giudiziario già complesso. Saranno eventuali ulteriori verifiche a definire la natura dei rapporti tra i soggetti coinvolti, l’origine delle informazioni richiamate nelle conversazioni e l’eventuale presenza di riscontri concreti rispetto ai sospetti espressi dall’indagato.

