Gli elementi al centro del fascicolo: Dna e “impronta 33”
Negli ultimi mesi, l’attività investigativa avrebbe subito un’accelerazione. Tra i punti considerati centrali figurano il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima, ritenuto compatibile con la linea maschile di Sempio, e la cosiddetta impronta 33, individuata sulla parete della scala della cantina dove Chiara Poggi venne trovata senza vita.
Chat e profilo dell’indagato: gli approfondimenti degli investigatori
Gli investigatori hanno inoltre esaminato il contenuto di chat diffuse anni dopo da un utente denominato “Andreas”, che gli inquirenti avrebbero ricondotto allo stesso Sempio. Alcuni messaggi, relativi a temi come aggressività, perdita di controllo e ossessioni sentimentali, sono stati valutati come potenzialmente utili per delineare il profilo dell’indagato. La difesa, tuttavia, ha sempre negato qualsiasi collegamento con il delitto.
Alibi e nuove consulenze: le verifiche sulla ricostruzione dei fatti
Rimarrebbero oggetto di contestazione anche altri aspetti, tra cui l’alibi legato allo scontrino del parcheggio di Vigevano, che la Procura riterrebbe poco affidabile. In parallelo, sarebbero state rivalutate le analisi medico-legali e la ricostruzione della scena del crimine, anche tramite nuove consulenze sulle tracce ematiche e sulla dinamica dell’aggressione.
Interrogatorio in Procura: Sempio si avvale della facoltà di non rispondere
Nei giorni scorsi Sempio si è presentato in Procura per un interrogatorio durato quasi quattro ore, scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Cosa succede ora: possibile richiesta di rinvio a giudizio
L’eventuale chiusura delle indagini rappresenterebbe il passaggio che precede una possibile richiesta di rinvio a giudizio. Il procedimento potrebbe quindi aprire una nuova fase giudiziaria in uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.