Somiglianze con tumori umani e canini e possibili fattori condivisi
Le analogie genetiche non riguardano esclusivamente la mammella. Lo studio segnala somiglianze anche in tumori del sangue, delle ossa, dei polmoni, della pelle, del tratto gastrointestinale e del sistema nervoso centrale. La ripetizione di determinati schemi mutazionali suggerisce l’esistenza di processi biologici comuni, pur nelle differenze tra specie.
Gli autori richiamano inoltre l’attenzione su un elemento spesso discusso in ambito comparativo: i fattori ambientali condivisi. I gatti domestici vivono negli stessi spazi delle persone, con esposizioni sovrapponibili, dai contaminanti indoor ad alcune abitudini domestiche. L’ipotesi di una possibile incidenza di fattori comuni viene considerata come una cornice di lavoro utile a orientare ulteriori ricerche, senza trasformarsi in conclusioni automatiche.

Risposta ai farmaci e prospettive di oncologia felina di precisione
Accanto alla descrizione genetica, la ricerca include osservazioni sulla risposta farmacologica. In particolare, è stato rilevato che alcuni farmaci chemioterapici risultavano più efficaci nei tumori mammari felini che presentavano la mutazione di FBXW7, indicando che il profilo genetico potrebbe essere rilevante anche per selezionare, in futuro, percorsi terapeutici più appropriati.
«Avere accesso a un set così ampio di tessuti donati ci ha permesso di valutare le risposte ai farmaci su una scala mai vista prima», sottolinea Sven Rottenberg dell’University of Bern. L’ampiezza del campione rappresenta un elemento chiave perché permette di ridurre il rischio che l’effetto osservato sia legato a pochi casi isolati, favorendo invece analisi statisticamente più solide.
Il progetto ha coinvolto anche il Wellcome Sanger Institute, con la partecipazione dell’Ontario Veterinary College e di altri istituti. Secondo i ricercatori, l’insieme dei dati raccolti può supportare l’evoluzione verso l’oncologia felina di precisione, cioè verso un approccio in cui diagnosi e cura tengono conto delle caratteristiche molecolari della malattia e non soltanto della sede o dell’aspetto istologico.
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La visione “One Medicine” e la banca dati per la ricerca
L’impostazione rientra nella prospettiva della “One Medicine”, che considera medicina umana e veterinaria come ambiti interconnessi, con scambio di conoscenze in entrambe le direzioni. In questo scenario i gatti, condividendo ambiente ed esposizioni con le persone, possono contribuire a comprendere dinamiche del cancro difficili da osservare in altri modelli.
Il confronto tra quasi 1.000 geni tumorali umani e le controparti feline ha evidenziato la presenza di oncogeni comuni, tra cui TP53, oltre a geni predisponenti e a tracce di sequenze virali individuate nei campioni. Si tratta di informazioni che, integrate con dati clinici e istologici, possono aumentare la precisione nell’interpretazione dei tumori e nella progettazione di studi successivi.
La disponibilità di una banca dati aperta e utilizzabile dalla comunità scientifica è un ulteriore elemento operativo: consente verifiche indipendenti, confronti tra gruppi di ricerca e sviluppo di nuove ipotesi, accelerando la costruzione di protocolli più mirati. In prospettiva, l’obiettivo è tradurre la conoscenza genetica in strumenti di diagnosi più precoci e in opzioni terapeutiche meglio calibrate sul singolo caso.