
Nella Striscia di Gaza si registra una nuova escalation. Secondo fonti mediche palestinesi, dall’alba del 31 gennaio 2026 almeno 31 persone sono state uccise in una serie di attacchi israeliani che hanno colpito Gaza City e Khan Younis. Tra le vittime, riferiscono le stesse fonti, ci sarebbero almeno sei bambini.
Gli attacchi vengono segnalati come una ulteriore violazione del cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso ottobre. I raid arrivano inoltre alla vigilia della prevista riapertura del valico di Rafah, il collegamento tra Gaza ed Egitto programmato per domenica e indicato come destinato a riattivarsi per la prima volta dal maggio 2024.
لحظة انتشال الشهداء من تحت ركام مركز شرطة الشيخ رضوان عقب قصف نفذته طائرات الاحتلال شمالي مدينة #غزة#الجزيرة #فيديو pic.twitter.com/YQUh1taTXF
— الجزيرة فلسطين (@AJA_Palestine) January 31, 2026
Ospedali nel sud di Gaza: terapie intensive piene e carenza di forniture
Le conseguenze dei bombardamenti si riflettono sulle strutture sanitarie del sud della Striscia. Un funzionario dell’ospedale Nasser di Khan Younis ha riferito all’emittente Al Jazeera scene “devastanti” all’interno del presidio medico dopo i raid aerei.
Secondo quanto riportato dal personale sanitario, l’ospedale avrebbe ricevuto circa 30 feriti e almeno sette corpi, in gran parte bambini. Le terapie intensive risulterebbero completamente occupate e diversi minori sarebbero mantenuti in vita tramite ventilazione artificiale.
Le stesse fonti indicano anche una grave carenza di forniture mediche, elemento che renderebbe più complesso garantire cure adeguate mentre aumenta il numero delle vittime.
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