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“E’ morta la moglie Silvia”. Grave lutto per il celebre chef italiano, la notizia poco fa

Il ruolo nella Fondazione Colangiocarcinoma Ets

Dall’esperienza personale della malattia era maturato anche un impegno rivolto alle altre persone colpite da patologie delle vie biliari. Silvia Bernardocchi Perbellini era diventata vicepresidente della Fondazione Colangiocarcinoma Ets, nata a Padova nel 2025 con l’obiettivo di sostenere la ricerca e offrire supporto concreto a pazienti e famiglie.

La Fondazione è stata pensata per aiutare chi riceve una diagnosi complessa a individuare rapidamente strutture e percorsi di cura adeguati, oltre a fornire indicazioni sulle difficoltà pratiche che spesso accompagnano la malattia. In particolare, Silvia aveva richiamato l’attenzione sull’importanza dell’informazione e della tempestività.

“È fondamentale sapere dove andare subito, appena qualcosa non torna. Arrivare nei centri giusti fa la differenza. La prevenzione, per me, è soprattutto informazione”, aveva spiegato.

La terza stella Michelin dedicata alla moglie

Il legame tra Silvia e Giancarlo Perbellini era emerso pubblicamente anche in alcuni dei passaggi più importanti della carriera dello chef. Nel novembre 2024, quando Casa Perbellini 12 Apostoli aveva conquistato la terza stella Michelin, Perbellini aveva dedicato quel riconoscimento proprio alla moglie, ringraziandola dal palco.

Silvia era inoltre diventata un riferimento simbolico all’interno della proposta gastronomica del ristorante tristellato: uno dei menu degustazione era stato dedicato a lei. Un gesto che aveva tradotto nella cucina dello chef un rapporto costruito negli anni, tra affetti e lavoro condiviso.

L’impegno per orientare pazienti e famiglie

Nel raccontare le ragioni del suo coinvolgimento nella Fondazione, Silvia aveva evidenziato le difficoltà che possono sorgere subito dopo la scoperta della malattia. Il rischio, in questi scenari, è che pazienti e familiari si trovino senza riferimenti chiari, costretti ad affrontare contemporaneamente cure, spostamenti e questioni organizzative.

“Quando ho realizzato quanto poco si sappia di questo tumore e quanto sia difficile capire da dove partire” era maturata la volontà di impegnarsi nella Fondazione. L’obiettivo era sostenere la ricerca, ma anche accompagnare le persone nei primi e più delicati passaggi successivi alla diagnosi.

“Sapere quali passi fare, come organizzare anche le cose pratiche: un alloggio, un viaggio. La Fondazione vuole dare risposte a tutto questo”, aveva aggiunto.

Le iniziative di raccolta fondi nei ristoranti del gruppo

Silvia Bernardocchi Perbellini aveva preso parte in prima persona anche alle attività di raccolta fondi destinate alla Fondazione Colangiocarcinoma Ets. In occasione di un evento organizzato a dicembre nei ristoranti del gruppo guidato dal marito, una parte del ricavato era stata destinata al sostegno del progetto.

In quella circostanza aveva riassunto il significato della sua iniziativa con parole rimaste particolarmente rilevanti dopo la sua scomparsa: “Se anche cinque persone in più sapranno dove rivolgersi, avremo portato luce”.

Il cordoglio per Silvia Bernardocchi Perbellini

La morte di Silvia Bernardocchi Perbellini rappresenta una perdita grave per Giancarlo Perbellini, per la sua famiglia e per quanti hanno lavorato con lei nel mondo della ristorazione e dell’assistenza ai pazienti. Resta il percorso avviato nella Fondazione, nato dalla consapevolezza delle difficoltà che il colangiocarcinoma impone a chi riceve una diagnosi e ai suoi familiari.

Il suo impegno professionale, il sostegno alle iniziative di ricerca e l’attenzione rivolta all’informazione restano al centro del ricordo di una figura che ha affiancato uno dei protagonisti dell’alta cucina italiana, contribuendo anche a un progetto di aiuto per la comunità dei pazienti.

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