Maria Zakharova interviene sulle dichiarazioni di Al Bano
La vicenda ha avuto un’eco internazionale quando Maria Zakharova ha commentato pubblicamente l’appello dell’artista attraverso il proprio canale Telegram. La portavoce del ministero degli Esteri russo ha invitato Giorgia Meloni ad ascoltare quella che ha definito una voce ragionevole, facendo riferimento sia al cantante sia a una parte dell’opinione pubblica italiana.
Zakharova ha descritto l’intervento di Al Bano come un appello pubblico, sincero ed emotivo, interpretandolo come una richiesta di interrompere le sanzioni e di lavorare per una pace stabile in Ucraina. La rappresentante della diplomazia russa ha quindi collegato il caso al confronto politico in Italia, con dichiarazioni critiche nei confronti delle autorità di Roma.
“A giudicare dagli ultimi avvenimenti, le autorità italiane sembrano avere serie difficoltà ad accogliere le voci che dissentono dalla narrativa politica dominante”.
Nel medesimo intervento, Zakharova ha fatto riferimento alle discussioni sulle presunte interferenze straniere nel dibattito pubblico italiano. Le sue parole hanno ulteriormente ampliato la portata della situazione, trasformando le affermazioni del cantante in un elemento richiamato nel confronto tra Mosca e Roma.
“Se i giovani protestano, si cerca una pista russa; se i cittadini esprimono malcontento, si sospetta un’influenza straniera. Il prossimo obiettivo delle indagini dei servizi segreti italiani sarà forse Al Bano?”

Il ricordo del padre Carmelo e la posizione pacifista di Al Bano
Nel chiarire il senso delle sue dichiarazioni, Al Bano ha ricondotto la propria sensibilità al ricordo del padre Carmelo Carrisi, che aveva partecipato alla Seconda guerra mondiale. Secondo il cantante, i racconti ricevuti nell’infanzia hanno inciso profondamente sul suo modo di considerare la violenza e le conseguenze della guerra.
“In Russia, grazie a Dio – ha poi aggiunto Al Bano – godo di buona fama. Se posso essere strumento per anticipare, agevolare, promuovere la pace io sarei strafelice. Io ci credo nella pace. È stato mio padre, Carmelo Carrisi a trasmettermi per primo il senso della pace. Aveva partecipato alla seconda guerra mondiale. Quello che mi ha raccontato della guerra mi è rimasto come spade, dentro la carne. Mi raccontava di aver partecipato al conflitto senza però aver mai ammazzato un uomo. Ha fatto di tutto per fuggire perché non condivideva quella guerra. “Perché dovrei ammazzare delle persone che non mi hanno fatto nulla?”, mi diceva. Ed era un contadino doc”.
Il riferimento familiare costituisce uno degli elementi centrali del suo intervento. L’artista ha ricordato l’esperienza di un uomo che aveva vissuto direttamente il conflitto, senza condividerne le ragioni, e ha indicato quelle testimonianze come la base delle proprie convinzioni.
Il caso politico dopo l’appello a Meloni
Al momento, il punto centrale resta la diversa lettura delle dichiarazioni. Da un lato emerge l’appello di Al Bano per la pace e per la ripresa del dialogo tra i Paesi coinvolti; dall’altro, l’intervento di Zakharova ha attribuito a quelle parole un significato politico più ampio, utilizzandole per contestare la linea italiana sulle sanzioni e sul conflitto.
Il cantante ha ribadito di voler sostenere qualsiasi iniziativa utile a favorire una soluzione diplomatica. Resta quindi aperto il dibattito nato dalle sue parole, mentre il governo italiano non risulta coinvolto direttamente nelle dichiarazioni rese dall’artista e nella successiva presa di posizione della diplomazia russa.
