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“Arrestata dagli israeliani”. La notizia che fa indignare l’Italia: “Tajani deve intervenire subito”

Giorgia Lombardi fermata in Cisgiordania, la ricostruzione

A riferire i passaggi iniziali della vicenda è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. Bonelli ha spiegato di avere ricevuto dalla consigliera un messaggio vocale con il racconto di quanto stava accadendo e di avere poi informato il ministero degli Esteri.

Stando alla testimonianza riportata dal parlamentare, alcuni palestinesi sarebbero stati picchiati dai coloni e anche i volontari internazionali sarebbero stati aggrediti. In seguito sarebbero intervenuti esercito e polizia israeliani, che avrebbero fermato gli attivisti e ritirato i loro passaporti. Nella delegazione sarebbero presenti anche altri cittadini italiani.

Il gruppo in attesa tra rilascio e possibile rimpatrio

La situazione di Giorgia Lombardi viene seguita con attenzione, mentre l’incertezza sulle prossime ore continua ad alimentare la preoccupazione di familiari, colleghi e rappresentanti politici. Il suo entourage ha comunicato che la consigliera non sarebbe stata colpita e che starebbe attendendo di conoscere il proprio destino insieme agli altri volontari.

«Il gruppo è stato fermato e ora è in attesa di sapere se sarà rimpatriato o liberato. Non sono stati colpiti, anche se è già accaduto che i coloni aggredissero i volontari. Sta bene e sta aspettando di capire quale sarà il suo destino. Siamo molto preoccupati», riferisce il suo entourage.

Per Lombardi si tratta della seconda missione in Cisgiordania a sostegno della popolazione palestinese. Nel novembre 2025 aveva già preso parte a una spedizione internazionale di circa venti persone: in quella circostanza, secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe subito un tentativo di aggressione da parte di coloni e minacce da parte dell’esercito israeliano.

Bonelli chiede l’intervento del ministero degli Esteri

Bonelli ha chiesto al governo e alla rete diplomatica italiana di attivarsi per ottenere la liberazione dei volontari e garantire la loro sicurezza. Il deputato ha contestato il fermo di persone che, secondo la ricostruzione fornita, stavano svolgendo un’attività pacifica di sostegno ai contadini palestinesi.

«Siamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile episodio di violenza», ha dichiarato il parlamentare, attribuendo la responsabilità politica di quanto accaduto alle politiche del governo Netanyahu. «Non è accettabile che chi aiuta pacificamente i palestinesi venga arrestato mentre chi esercita violenza rimane impunito», ha aggiunto.

La Spezia segue il caso della consigliera comunale

Alla Spezia è intervenuto anche il sindaco Pierluigi Peracchini, che ha espresso solidarietà alla consigliera e alla sua famiglia, sottolineando come la vicenda superi le appartenenze politiche. L’amministrazione comunale ha assicurato che seguirà gli sviluppi e manterrà i contatti utili a favorire il rientro della rappresentante del Consiglio comunale.

«Di fronte a queste notizie le appartenenze e gli schieramenti politici non esistono, ma lasciano pieno spazio alla solidarietà: Giorgia Lombardi è innanzitutto una nostra concittadina, una rappresentante del nostro Consiglio comunale ed è parte integrante della nostra comunità», ha dichiarato Peracchini.

In una nota, il Comune ha confermato di monitorare la situazione con grande attenzione e preoccupazione. La priorità, viene precisato, è verificare con esattezza quanto accaduto e accertare che siano assicurate tutte le condizioni di tutela e sicurezza necessarie per la consigliera e per gli altri volontari coinvolti.

Le richieste di liberazione da AVS, Pd e Roberto Centi

Roberto Centi, capogruppo di LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio comunale, ha chiesto l’immediata liberazione di Lombardi e degli altri attivisti. Nel suo intervento ha richiamato l’impegno della consigliera per la popolazione palestinese e la natura solidaristica della missione in Cisgiordania.

«La solidarietà pacifica non può essere considerata un crimine e la difesa dei diritti umani non può essere repressa», ha affermato, sollecitando il governo italiano e il ministero degli Esteri a intervenire attraverso tutti i canali diplomatici disponibili.

Sulla vicenda è intervenuto anche Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia ed esponente del Partito Democratico. Orlando ha chiesto al governo Meloni un’iniziativa diplomatica rapida, ricordando che i 14 volontari stavano aiutando i contadini nella raccolta delle olive dopo le aggressioni denunciate. La richiesta è rivolta in particolare al ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla presidente del Consiglio.

Resta l’incertezza sul ritorno dei volontari

Solidarietà è arrivata inoltre dal Partito Democratico ligure e spezzino. Il segretario regionale Davide Natale e il segretario provinciale Marco Baruzzo hanno definito grave il fermo di volontari internazionali impegnati nel sostegno alla popolazione locale e hanno chiesto un intervento del governo italiano per la sicurezza delle persone coinvolte.

Al momento non sono state comunicate decisioni definitive sulla posizione di Giorgia Lombardi e degli altri attivisti. Resta quindi l’allerta sulle modalità del possibile rilascio o rimpatrio, mentre Comune della Spezia, forze politiche e rappresentanza diplomatica italiana seguono il caso per ottenere chiarimenti e favorire il ritorno in Italia dei cittadini coinvolti.

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