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Giorgia Meloni, la brutta notizia appena arrivata: “Richieste dimissioni immediate”

La replica del governo: “I fondi del Ponte non c’entrano”

Musumeci, intervenendo a Sky Tg24, respinge le accuse e chiarisce che le risorse destinate al Ponte sullo Stretto non possono essere utilizzate per l’emergenza, perché seguono canali diversi e hanno vincoli giuridici precisi. Il ministro ricorda inoltre che la Banca europea per gli investimenti si è detta pronta ad attivare eventuali linee di credito, se necessario.

“Il denaro c’è – spiega – ma in questo momento l’esigenza non c’è. Lasciamo il benaltrismo al bar davanti a un caffè: qui servono scelte serie”.

Sulla stessa linea anche Forza Italia, con il vicepremier Antonio Tajani, il portavoce Raffaele Nevi e il sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante, che escludono qualsiasi ipotesi di taglio dei fondi. A chiudere ogni spiraglio è Matteo Salvini: “Sono fondi per investimenti. Bloccare oggi circa 30 miliardi di lavori aperti nell’isola significherebbe fermare lo sviluppo senza risolvere l’emergenza”.

L’intervento dello Stato sul territorio

Mentre il dibattito politico si accende, prosegue l’azione operativa. Il ministero della Difesa ha annunciato l’impiego di personale e mezzi dell’Esercito per garantire la viabilità e i collegamenti stradali con l’abitato di Niscemi. “Anche questo è Difesa, al servizio del Paese nelle emergenze”, ha sottolineato il ministro Guido Crosetto.
Intanto l’opposizione insiste sull’informativa in Aula, fissata per il 4 febbraio, mentre Carlo Calenda arriva a proporre il commissariamento della Regione Sicilia, sostenendo che nuove risorse rischierebbero di perdersi in clientelismo e corruzione.

L’invito a concentrarsi sui danni e sugli interventi

Dal governo arriva l’appello a riportare il confronto su binari concreti. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani invita a concentrarsi sulla spesa dei fondi già assegnati e su una verifica puntuale dei danni, criticando apertamente le “speculazioni politiche” che accompagnano ogni grande emergenza.
Una linea condivisa anche dal presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, che sintetizza così la posizione della maggioranza: “Servono risorse, non polemiche”. Nella convinzione che trasformare l’Aula in un tribunale politico rischi di indebolire proprio quelle istituzioni che dovrebbero restare unite nei momenti di crisi.

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