Constatato il battito, le manovre di estrazione si sono accese di una frenesia estrema. La paziente è stata immediatamente consegnata alle cure dei sanitari d’emergenza accorsi sul luogo dell’incidente, i quali ne hanno disposto il trasferimento a sirene spiegate presso il nosocomio cittadino di Sassari, dove si trova tuttora ricoverata nel reparto di terapia per le valutazioni del caso. Nel frattempo, gli agenti della Polizia di Stato hanno raggiunto l’area di cantiere per sigillare la zona ed espletare i necessari accertamenti logistici.

La catena della solidarietà e le fasi dell’allarme
La macchina dei rilevamenti si era messa in moto nell’immediato seguito della sparizione, datata 24 settembre 2026. L’impossibilità di stabilire un contatto telefonico o visivo aveva spinto i parenti a lanciare un accorato appello mediatico, divulgando immagini recenti insieme alle descrizioni degli indumenti indossati al momento dell’allontanamento, sollecitando chiunque avesse avvistamenti a contattare senza indugio le pattuglie di vigilanza.
Nelle ore successive, alla vasta rete di perlustrazione formata dagli organi istituzionali si erano aggregati spontaneamente gruppi di cittadini, conoscenti e varie sigle del volontariato locale. Un’azione sinergica e caparbia che ha evitato che la vicenda si tramutasse in un dramma irreversibile.
