
Nel primo pomeriggio, a Montecitorio, il passaggio sul decreto bollette si è trasformato in un segnale politico inatteso: i deputati considerati più vicini a Roberto Vannacci hanno votato contro il provvedimento e, soprattutto, hanno negato la fiducia al governo guidato da Giorgia Meloni.


Voto contro il dl Bollette: chi si stacca dalla maggioranza
La scelta ha riguardato Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, esponenti dell’area vannacciana alla Camera. Il loro voto si è distinto da quello della maggioranza, rendendo evidente una presa di distanza sul metodo e sul merito del decreto in discussione.

Rottura alla Camera: no a provvedimento e alla fiducia
Il passaggio assume rilievo anche perché, in precedenti votazioni, gli stessi parlamentari avevano adottato una linea più articolata: sul decreto relativo alle forniture militari all’Ucraina avevano espresso contrarietà al testo, ma avevano comunque sostenuto la fiducia chiesta dall’esecutivo. Una distinzione che alla Camera è consentita, mentre a Palazzo Madama il voto sul provvedimento e sulla fiducia tende a coincidere.
Questa volta, invece, la rottura è stata completa: no sia al dl Bollette sia alla fiducia. Una decisione che, per tempi e modalità, ha inciso sul clima dell’Aula e ha dato al voto un peso che va oltre la singola misura economica.
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