Il ritorno a casa e la speranza dopo mesi di paura
Dopo dieci mesi di ricovero, la piccola Codi aveva finalmente lasciato l’ospedale. L’annuncio era arrivato il giorno dell’Epifania, quando Cori aveva ringraziato pubblicamente chi le era stato vicino: “Grazie per ogni preghiera, ogni grammo di amore, Dio li ha sentiti tutti”.
Quel ritorno a casa aveva rappresentato un momento di sollievo e speranza, dopo un percorso segnato da continue preoccupazioni per la salute della bambina. Tuttavia, secondo quanto riferito, la situazione sarebbe peggiorata nuovamente nelle settimane successive, fino al tragico epilogo.
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La gravidanza a rischio e la malattia autoimmune
La storia di Cori Broadus era già stata segnata da difficoltà prima ancora della nascita della figlia. Dall’età di sei anni, infatti, soffre di lupus, una malattia autoimmune che aveva spinto i medici a dirle che difficilmente avrebbe potuto avere figli. “Dio ha sempre l’ultima parola”, aveva scritto nel dicembre 2024 annunciando la gravidanza durante una festa di gender reveal.
La stampa americana aveva poi rivelato che la gravidanza era considerata ad alto rischio e che i medici erano “molto preoccupati”. Nonostante questo, Cori aveva affrontato l’arrivo della maternità con entusiasmo, raccontando anche la gioia dei genitori Snoop Dogg e Shante Broadus, sposati dal 1997 e già nonni dei figli di Cordell e Corde.
Dopo la morte della nipotina, Snoop Dogg ha pubblicato su Instagram una foto di famiglia accompagnata da due emoji: un cuore rosa e le mani giunte in preghiera, un gesto silenzioso che ha segnato il lutto della famiglia.