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“É arrivato gravissimo in ospedale”: allarme botulino in Italia, a cosa fare attenzione

La convalescenza e il confronto con altri casi in Italia

Dopo settimane di ricovero e cure intensive, il paziente ha risposto positivamente alle terapie, ricevendo le dimissioni a inizio ottobre. Il caso di Torino, tuttavia, non è isolato: durante l’estate, episodi analoghi si sono verificati in Calabria e Sardegna, dove purtroppo alcune intossicazioni da botulino hanno avuto esito fatale. In Italia, secondo dati ufficiali del Ministero della Salute, i casi di botulismo alimentare rimangono rari, ma spesso sono correlati proprio al consumo di prodotti sottolio preparati in modo artigianale, senza rispettare le corrette procedure igieniche e di sterilizzazione. Le autorità sanitarie ricordano che la tossina botulinica è una delle più potenti esistenti in natura: invisibile, insapore e inodore, può risultare letale anche in dosi minime. Per questo motivo, la prevenzione gioca un ruolo cruciale.

Prevenzione e sicurezza: le regole da rispettare

La preparazione domestica di conserve alimentari è una tradizione radicata in molte famiglie italiane. Tuttavia, senza l’adozione di rigide norme igieniche, il rischio di contaminazione diventa concreto. Gli esperti consigliano di sterilizzare accuratamente i vasetti tramite bollitura, di utilizzare ingredienti acidi come aceto per ridurre il pH e di conservare i prodotti in frigorifero quando necessario. In presenza di coperchi gonfi, formazione di gas, odori insoliti o presenza di muffe, il consiglio è uno solo: “non consumare” il prodotto e smaltirlo correttamente. È fondamentale, inoltre, informare immediatamente il proprio medico qualora si manifestassero sintomi collegabili al botulismo dopo aver consumato conserve non commerciali.

Il Ministero della Salute pubblica regolarmente linee guida specifiche per la preparazione sicura di conserve fatte in casa. Tra i consigli principali figurano la bollitura prolungata dei vasetti, la pulizia scrupolosa delle mani e degli utensili, e l’uso di ingredienti freschi e di qualità. Anche la formazione periodica, soprattutto tra chi produce conserve per uso familiare o vende prodotti artigianali, è considerata uno strumento essenziale per ridurre i rischi. La vicenda di Torino deve servire da monito per tutta la popolazione. Il botulismo alimentare, benché raro, rappresenta un pericolo reale e concreto legato a pratiche alimentari ancora diffuse nelle tradizioni familiari italiane. La prevenzione inizia dalla conoscenza dei rischi e dal rispetto delle norme di sicurezza.

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