L’intervento di Sergio Mattarella
Nel corso della giornata è arrivata però una presa di posizione del Quirinale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro della Giustizia Carlo Nordio per ribadire un principio previsto dalla Costituzione: la concessione della grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato.
In una nota ufficiale, il Quirinale ha ricordato anche la sentenza della Corte Costituzionale n. 200 del 2006, che conferma come la decisione finale spetti esclusivamente al Presidente della Repubblica. Il messaggio è stato interpretato come un richiamo istituzionale volto a chiarire le competenze previste dalla legge ed evitare sovrapposizioni tra governo e Presidenza della Repubblica.

Perché è scoppiata la polemica
La presa di posizione del Colle ha sorpreso parte della maggioranza. Secondo diverse ricostruzioni, a Palazzo Chigi il comunicato del Quirinale sarebbe stato accolto con stupore, mentre il ministro Carlo Nordio avrebbe ribadito di aver semplicemente avviato l’istruttoria prevista dall’articolo 681 del Codice di procedura penale, attività che rientra tra le competenze del Ministero della Giustizia.
L’avvio dell’istruttoria, infatti, non significa che la grazia verrà concessa, ma rappresenta soltanto il primo passaggio tecnico previsto dalla procedura.
Il video di Roggero diventa virale
Nel frattempo Mario Roggero ha affidato ai social il proprio sfogo dopo la decisione della Cassazione. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, il gioielliere ha parlato della sentenza definitiva, sostenendo di sentirsi condannato a un vero e proprio “ergastolo” considerata la sua età. Il filmato ha rapidamente raccolto milioni di visualizzazioni, contribuendo a rilanciare il dibattito sulla legittima difesa e sull’opportunità di concedere la grazia.
L’iniziativa della maggioranza ha provocato anche la reazione delle opposizioni. Dal Partito Democratico sono arrivate critiche all’operato del ministro Carlo Nordio, mentre il Movimento 5 Stelle ha accusato il centrodestra di utilizzare una vicenda giudiziaria particolarmente delicata per finalità politiche. La discussione, intanto, resta aperta sia sul piano politico sia su quello istituzionale.
Al momento la grazia per Mario Roggero non è stata concessa né è oggetto di una decisione imminente.
L’istruttoria avviata dal Ministero della Giustizia rappresenta soltanto la fase preliminare prevista dalla legge. Al termine degli accertamenti, l’eventuale decisione spetterà esclusivamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come stabilito dalla Costituzione e ribadito dalla Corte Costituzionale.
Fino ad allora, la condanna definitiva nei confronti del gioielliere resta pienamente efficace, mentre il confronto politico continua ad animare il dibattito pubblico.