Le prove di calzata e il nodo della misura: “non compatibili” secondo la difesa
Le immagini diffuse mostrano fasi delle prove di calzata effettuate durante l’esperimento. Secondo quanto sostenuto dagli avvocati, nessuno dei due modelli sarebbe risultato indossabile in modo corretto dal loro assistito: le calzature sarebbero state descritte come troppo strette e, di conseguenza, non compatibili con il piede di Andrea Sempio.
La linea difensiva, in questo passaggio, punta a collegare l’esito della prova alla misura attuale dichiarata per Sempio, che indosserebbe una scarpa numero 44. Il materiale prodotto, secondo quanto riferito, non si limiterebbe alle fotografie: sarebbe stata realizzata anche una registrazione video completa delle verifiche.

A #Quartogrado in esclusiva le immagini della prova delle scarpe fatta dal pool difensivo di Andrea Sempio che dimostrerebbe la non compatibilità dell’impronta a pallini pic.twitter.com/KNZ63YvBAN
— Quarto Grado (@QuartoGrado) June 11, 2026
Documentazione agli inquirenti: video, immagini e nuove misurazioni
La documentazione raccolta dovrebbe ora essere trasmessa agli inquirenti. Oltre a foto e filmati, la difesa ha annunciato il deposito di nuove misurazioni dei piedi di Andrea Sempio, con l’obiettivo di fornire ulteriori dati tecnici da valutare nel quadro dell’attività investigativa.
Si tratta di un passaggio che, sul piano procedurale, potrebbe portare a ulteriori verifiche e approfondimenti da parte della Procura, all’interno di un fascicolo che continua a essere seguito anche per la complessità degli elementi discussi nel tempo.
Reazioni online e attenzione mediatica sul caso Garlasco
Nel frattempo, gli sviluppi hanno riacceso il confronto anche sui social network, dove la vicenda continua a generare commenti e condivisioni. Tra le frasi circolate con maggiore frequenza compaiono: “Se le scarpe non gli entrano, qualcuno dovrà spiegare molte cose”, “Ogni nuova perizia sembra ribaltare quella precedente”, “Il caso Garlasco continua a riservare colpi di scena incredibili”, “Bisogna analizzare tutto senza pregiudizi”, “Le impronte sono sempre state un elemento decisivo”, “Spero che finalmente emerga tutta la verità” e “Dopo tutti questi anni ci sono ancora troppi punti da chiarire”.
Un’attenzione costante che conferma come il delitto di Chiara Poggi resti uno dei casi più seguiti della cronaca italiana, con nuovi elementi tecnici che continuano a essere esaminati e discussi anche a distanza di molti anni.