I viaggi di Witkoff a Mosca e il ruolo degli Emirati
Parallelamente agli incontri di Davos, Witkoff vola nuovamente a Mosca per consolidare il formato del trilaterale di Abu Dhabi e testare la disponibilità russa a una tregua energetica limitata. Al tavolo partecipano anche Jared Kushner e Josh Gruenbaum per gli Stati Uniti, mentre per la Russia siedono figure chiave come Jurij Ushakov e Kirill Dmitriev.
La scelta degli Emirati Arabi Uniti come sede non è casuale: Abu Dhabi mantiene relazioni pragmatiche sia con la Russia sia con l’Occidente e offre una cornice neutrale per incontri riservati. Tuttavia, resta aperta la questione del formato: Washington spinge per veri colloqui tripartiti, Mosca preferisce incontri paralleli con mediazione americana.

Il nodo del formato negoziale e il precedente di novembre
Secondo il Financial Times, il Cremlino avrebbe mostrato disponibilità solo verso un negoziato indiretto, come quello già sperimentato ad Abu Dhabi lo scorso novembre, con delegazioni in stanze separate e diplomatici americani nel ruolo di mediatori.
La prospettiva di colloqui diretti continua a non convincere Mosca, che preferisce evitare immagini di una trattativa politica sullo stesso piano con Kiev. In assenza di un formato condiviso, anche intese limitate come quella sulla tregua energetica risultano difficili da raggiungere.
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Guerra all’energia e delegazioni in partenza per Abu Dhabi
Negli ultimi mesi, gli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine hanno lasciato Kiev e altre città senza elettricità, riscaldamento e acqua, aggravando l’impatto del conflitto sulla popolazione civile. Le autorità ucraine parlano di una vera e propria “guerra all’energia”.
Anche Kiev, però, colpisce raffinerie russe e navi della cosiddetta “flotta ombra”, considerate fondamentali per ridurre le entrate che alimentano l’apparato bellico del Cremlino.
Nonostante le incertezze, la delegazione ucraina è già partita per Abu Dhabi. Secondo Axios, sarà guidata dal generale Kyrylo Budanov e da Rustem Umerov, confermando il carattere tecnico e di sicurezza dei colloqui, mentre gli Stati Uniti puntano all’avvio di gruppi di lavoro su obiettivi sensibili e meccanismi di verifica.