Priorità sui posti e soluzioni alternative
La compagnia ha inoltre riferito di aver richiesto alle compagnie aeree di dare priorità ai crocieristi bloccati a Dubai. Tuttavia, in molti casi i vettori seguirebbero criteri legati alla data originaria dei biglietti già emessi, con conseguente necessità di gestire le partenze in modo progressivo.
Per ridurre ulteriormente i tempi, sarebbero state prese in considerazione opzioni alternative, inclusa la possibilità di attivare voli charter da aeroporti vicini come Abu Dhabi o Mascate, qualora le condizioni operative lo consentissero e in base alle autorizzazioni disponibili.

Il coordinamento con le autorità e l’assistenza consolare
Parallelamente all’organizzazione dei voli, è proseguito il coordinamento con le autorità locali e con le rappresentanze diplomatiche. Tra i soggetti coinvolti è stato indicato anche il Ministero degli Affari Esteri italiano, nell’ambito delle attività di facilitazione del rientro in sicurezza.
In situazioni caratterizzate da improvvise restrizioni ai trasporti e da un’elevata variabilità dei collegamenti, il ruolo delle interlocuzioni tra compagnie, aeroporti e istituzioni risulta centrale per gestire liste passeggeri, rebooking e procedure di imbarco, riducendo al minimo gli impatti sui viaggiatori.
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Le ore di tensione: i racconti dei passeggeri
Durante l’attesa non sono mancati momenti di apprensione. Alcuni crocieristi hanno raccontato di aver percepito un contesto notturno più difficile, con suoni riconducibili ad attività militari nell’area. In particolare è stato riferito di rumore di caccia militari e esplosioni durante la notte, elemento che avrebbe alimentato l’ansia tra parte dei passeggeri.
«Di giorno cerchiamo di distrarci, ma di notte si sentono i jet sopra la nave», ha raccontato Sandro Colacione, ventenne di Catanzaro, tra gli italiani rimasti bloccati nei giorni scorsi.