
La crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti registra una nuova intensificazione. Nelle ultime ore sono stati segnalati nuovi raid israeliani su Teheran contro obiettivi indicati come legati al regime iraniano. In Libano, un bombardamento nel centro di Beirut ha causato almeno otto vittime. Parallelamente, cresce la pressione nello Stretto di Hormuz, dove un attacco attribuito ai Pasdaran ha coinvolto una nave mercantile, mentre altri episodi hanno interessato il traffico marittimo al largo degli Emirati Arabi Uniti.

Escalation in Medio Oriente: cosa sta succedendo
ul piano energetico, gli Stati Uniti hanno annunciato il rilascio di 172 milioni di barili dalle riserve strategiche di petrolio. Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato che l’Iran sarebbe “vicino alla sconfitta”. Nel frattempo, si registrano anche misure di sicurezza e attività investigative nell’area del Golfo Persico, con arresti per spionaggio in Bahrein.
La notte è stata segnata da allarmi e attacchi in più Paesi. A Dubai due droni si sono schiantati in aree urbane senza causare vittime. In Iraq è stata colpita l’area dell’aeroporto di Erbil, sede di installazioni militari occidentali. Secondo le autorità italiane, il personale è stato trasferito nei bunker e non risultano feriti tra i militari.

Stretto di Hormuz: tre marinai intrappolati dopo l’attacco alla Mayuree Naree
Tre membri dell’equipaggio della nave portarinfuse Mayuree Naree, battente bandiera thailandese, risultano intrappolati nella sala macchine in seguito a un attacco attribuito alle Guardie Rivoluzionarie iraniane nello Stretto di Hormuz. L’armatore ha riferito che l’unità è stata colpita durante il transito nel corridoio marittimo, dopo la partenza da un porto degli Emirati Arabi Uniti. Altri venti membri dell’equipaggio sono stati recuperati dalla marina thailandese.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva