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Guerra in Medio Oriente, esplosione in Europa!

Smentita del Pentagono sulla presunta cattura di soldati Usa

Sul piano della comunicazione ufficiale, il Consiglio di sicurezza nazionale iraniano ha sostenuto che alcuni militari statunitensi sarebbero stati catturati. La risposta del Comando centrale degli Stati Uniti è stata netta: la notizia è stata respinta, con l’accusa a Teheran di diffondere disinformazione. La smentita del Pentagono si colloca in un contesto di forte confronto anche sul piano narrativo, in cui le parti comunicano frequentemente rivendicazioni e contro-rivendicazioni.

La posizione statunitense, per quanto comunicato, resta focalizzata sul contrasto alle operazioni attribuite all’Iran nella regione e sulla tutela delle proprie infrastrutture e del personale dispiegato. Le dichiarazioni ufficiali non hanno confermato cambiamenti immediati nell’assetto operativo conseguenti a questa specifica affermazione iraniana.

Raid in Libano e attacco contro la Forza Quds

Nel Libano si registrano nuove ondate di bombardamenti, in particolare nella periferia sud di Beirut, area indicata come roccaforte di Hezbollah. Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato di aver preso di mira infrastrutture del gruppo sciita. In uno dei raid avvenuti nelle ore precedenti, è stato colpito anche un hotel: secondo un bilancio provvisorio, le vittime sarebbero quattro.

L’esercito israeliano ha confermato anche un’azione descritta come mirata nella capitale libanese, con l’obiettivo di colpire comandanti della Forza Quds, reparto dei pasdaran responsabile delle operazioni all’estero. Secondo la versione israeliana, i militari colpiti avrebbero pianificato operazioni contro lo Stato ebraico.

In un altro aggiornamento, Israele ha dichiarato di aver avviato attacchi contro siti militari in varie aree dell’Iran, parlando di una nuova ondata di operazioni contro infrastrutture militari del regime iraniano.

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Tensioni nel Golfo e pressioni diplomatiche internazionali

Le tensioni si estendono alla regione del Golfo. Le autorità locali del Kuwait hanno segnalato nuovi attacchi notturni con droni e missili iraniani, con l’attivazione delle difese per intercettare ordigni diretti verso infrastrutture strategiche. Inoltre, il Paese ha denunciato un attacco di droni contro l’aeroporto internazionale, con intervento della difesa aerea per neutralizzare parte delle minacce.

Il Qatar ha dichiarato di essere stato colpito da missili iraniani: secondo il ministero della Difesa, sarebbero stati lanciati dieci missili balistici e due da crociera. La maggior parte degli ordigni sarebbe stata intercettata, mentre altri sarebbero caduti in mare o in aree disabitate.

Anche l’Arabia Saudita ha riferito attività di intercettazione: il ministero della Difesa ha comunicato la distruzione di quattordici droni diretti verso il territorio del regno, alcuni dei quali nei pressi della capitale Riad. Dal lato iraniano, le Guardie della rivoluzione iraniane hanno affermato di poter sostenere un conflitto intenso per almeno sei mesi al ritmo attuale.

Sul piano internazionale, la Cina ha invitato le parti a rispettare la sovranità dei Paesi del Medio Oriente. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha auspicato una collaborazione con gli Stati Uniti per fermare il conflitto, sottolineando che la guerra non può rappresentare una soluzione alla crisi e che servirebbe una convergenza diplomatica.

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