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Guerra, l’annuncio di Salvini sui soldati italiani è appena arrivato

“L’Italia non è in guerra con nessuno”: stop all’invio di soldati

Un altro passaggio ha riguardato l’ipotesi di azioni preventive per evitare rischi maggiori, in particolare sul tema della proliferazione nucleare. Salvini ha affermato che, se qualcuno ha ritenuto necessario intervenire prima che una bomba atomica finisse nelle mani di un “regime islamico sanguinario”, avrebbe avuto le proprie motivazioni. A questo ha aggiunto: “Non sto lì ad annotare chi riceve per primo o per secondo la telefonata”.

Sul coinvolgimento dell’Italia in scenari bellici, Salvini ha espresso una posizione netta, finalizzata a rassicurare sull’assenza di un impegno militare diretto: “L’Italia non è in guerra con nessuno”. La dichiarazione viene affiancata al richiamo delle decisioni già espresse dall’esecutivo: il governo, ha ricordato, ha escluso l’invio di truppe in Ucraina e, allo stesso modo, non prevede alcun dispiegamento militare in Iran.

In chiusura, Salvini ha distinto tra il sostegno alle alleanze e l’invio di soldati in aree di conflitto, ribadendo che i due piani non coincidono. “Un conto è sostenere l’alleanza dei Paesi liberi e occidentali, un conto è mandare soldati. E questo non è in programma”. Il messaggio si inserisce nel tentativo di chiarire il perimetro dell’impegno italiano tra alleanze strategiche, sicurezza nazionale e iniziative orientate alla de-escalation.

Leggi anche: Guerra Iran, la situazione precipita: l’annuncio nella notte

Raffigurazione legata a scenari di guerra e alleanze internazionali

I punti chiave emersi dall’intervento di Salvini

  • Difesa della maggioranza e fiducia nel ministro Guido Crosetto a fronte delle richieste di dimissioni.
  • Rinvio al Parlamento per gli approfondimenti sull’operazione militare in Iran attraverso il ministro degli Esteri.
  • Ribadita la priorità della diplomazia come strumento di soluzione dei conflitti.
  • Escluso il coinvolgimento diretto dell’Italia: “L’Italia non è in guerra con nessuno”.
  • Confermata la distinzione tra sostegno alle alleanze occidentali e invio di soldati: “E questo non è in programma”.

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