
Il conflitto in Medio Oriente, con Iran, Israele e Stati Uniti direttamente coinvolti, resta al centro dell’attenzione internazionale. A margine della fiera LetExpo di Verona, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fornito un quadro sulle possibili tempistiche delle operazioni e sugli elementi strategici che stanno guidando l’escalation, indicando una durata complessiva stimata.

Durata della guerra Iran: la stima di Antonio Tajani
Intervenendo sul tema della conclusione delle ostilità, Tajani ha messo a confronto le diverse posizioni emerse in questi giorni. Da un lato, il presidente statunitense Donald Trump ha indicato l’auspicio di una chiusura molto rapida; dall’altro, le dichiarazioni delle autorità iraniane delineano scenari più lunghi.
Secondo il ministro, la previsione più realistica si colloca tra queste due letture e porterebbe a una durata complessiva di circa tre o quattro settimane per la fase principale del conflitto. Considerando che l’intensificazione dei combattimenti dura da circa una settimana e mezza, la finestra temporale indicata per un possibile ridimensionamento delle operazioni sarebbe relativamente vicina, pur con variabili legate all’andamento sul terreno.

Capacità militari dell’Iran: missili, droni e pressione aerea
Un passaggio rilevante dell’analisi di Tajani riguarda la condizione delle risorse belliche iraniane. Il ministro ha riferito che le armi a disposizione di Tehera sarebbero in diminuzione a causa della continuità degli attacchi aerei, con un impatto particolare sulle scorte di missili balistici, segnalate in riduzione.
Resta invece operativo l’impiego dei droni, indicati come ancora numerosi. Nel quadro descritto, l’azione coordinata tra Israele e Stati Uniti sarebbe orientata a ridurre progressivamente le capacità militari iraniane, limitandone la possibilità di condurre attacchi a lungo raggio.
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