
Ancora tensione e violenza legate al calcio in Italia: domenica sera, a Lecco, l’area attorno allo stadio è diventata il teatro di una vera e propria guerriglia urbana prima del fischio d’inizio di Lecco-Catania, gara valida per l’andata del secondo turno dei playoff nazionali di Serie C.
Il match, terminato poi 0-0 sul campo, è stato preceduto da scontri tra gruppi di tifosi, con l’intervento dei reparti mobili delle forze dell’ordine chiamati a contenere una situazione rapidamente degenerata nei pressi dei varchi e delle zone di accesso all’impianto.
Secondo la prima ricostruzione, la tensione sarebbe cresciuta già nel corso del pomeriggio e avrebbe raggiunto il culmine nelle ore immediatamente precedenti alla partita, quando alcuni gruppi hanno cercato il contatto diretto in strada, trasformando l’attesa dell’incontro in un problema di ordine pubblico.
Il bilancio iniziale parla di due persone trasportate al Pronto Soccorso dell’Ospedale Manzoni di Lecco, senza che risultino in condizioni gravi. Nel frattempo, le autorità hanno avviato gli accertamenti per attribuire responsabilità e ricostruire con precisione la dinamica dei disordini.

La ricostruzione: il tentativo di raggiungere il raduno e lo scontro tra gruppi
Stando alle informazioni disponibili, un gruppo di circa 200 tifosi del Catania avrebbe tentato di avvicinarsi al punto di ritrovo degli ultras lecchesi. In quel contesto, tra i sostenitori locali sarebbero stati presenti anche gruppi legati alla tifoseria del Varese, elemento che avrebbe ulteriormente alzato il livello di rischio.
Durante le fasi più concitate sarebbero stati utilizzati oggetti atti a offendere: dalle spranghe alle catene, fino a oggetti contundenti e bulloni lanciati a distanza. La situazione ha richiesto un intervento prolungato e complesso da parte della polizia, impegnata a separare i gruppi e a impedire ulteriori contatti ravvicinati.
Per riportare l’area sotto controllo, gli agenti in tenuta antisommossa avrebbero effettuato cariche di alleggerimento con l’obiettivo di disperdere i facinorosi e liberare le vie di accesso allo stadio, evitando che l’episodio si estendesse ad altre zone della città.
Feriti e interventi sanitari: cosa risulta finora
Il primo riscontro sanitario riguarda due persone che si sono presentate o sono state condotte al Pronto Soccorso dell’Ospedale Manzoni. Al momento non sono state indicate condizioni critiche, ma gli accertamenti medici sono parte integrante del quadro complessivo che verrà ricostruito dagli investigatori.
In episodi di questo tipo, l’attività di soccorso si concentra sulla gestione immediata dei traumi e sulla messa in sicurezza delle aree di accesso, per evitare ulteriori incidenti legati a fughe, calca o nuovi contatti tra gruppi contrapposti. Anche per questo la zona viene spesso isolata e presidiata fino al ripristino della normalità.
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