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“Ha qualcosa nella pancia”. Lo seda e lo “opera”, follia disumana su un anziano: agghiacciante

L’allarme nella notte e il soccorso in codice rosso

L’intervento delle forze dell’ordine risale alle 2.50 del 19 agosto, quando dall’appartamento è partita una richiesta di soccorso. Gli agenti, una volta entrati, avrebbero trovato il professore incosciente sul letto, con bende intrise di sangue all’altezza dell’addome.

Le sue condizioni sono apparse subito disperate. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso in codice rosso, l’anziano presentava un quadro clinico molto complesso: una massiccia emorragia toracica, una profonda ferita nella regione ipogastrica e fratture scomposte. Nonostante i trattamenti e gli interventi eseguiti in ospedale, non è riuscito a riprendersi.

La presunta operazione della badante e il racconto agli investigatori

È nella camera da letto che, sempre secondo gli accertamenti investigativi, si sarebbe consumata la vicenda più inquietante. Quel luogo di cura quotidiana sarebbe stato trasformato in una sorta di improvvisata sala operatoria: l’uomo sarebbe stato prima sottoposto a sostanze dall’effetto sedativo e poi ferito con un coltello da cucina.

La versione attribuita alla badante ha reso il caso ancora più sconvolgente. La donna avrebbe spiegato agli investigatori di aver agito perché convinta che l’anziano avesse «un animale nella pancia». In altre ricostruzioni viene riferita la convinzione della presenza di un parassita, che avrebbe dovuto essere rimosso attraverso quel gesto rudimentale e devastante.

Coltelli, guanti e flaconi: i sequestri nell’abitazione

Durante la perquisizione, gli investigatori hanno sequestrato coltelli, guanti in lattice e flaconi di soluzione salina, oggetti considerati compatibili con l’ipotesi al vaglio degli inquirenti. Il materiale sarà analizzato insieme agli altri elementi raccolti per definire con precisione tempi, modalità e responsabilità di quanto sarebbe accaduto.

Resta inoltre da chiarire quali sostanze sarebbero state somministrate all’87enne e in quale momento. Gli approfondimenti tecnici e medico-legali saranno centrali per delineare la sequenza dei fatti e stabilire il nesso tra le lesioni riportate e il decesso avvenuto dopo il ricovero.

L’inchiesta dopo la morte di Antonio Reggio

La badante aveva iniziato quell’incarico alla fine di giugno, sostituendo temporaneamente una connazionale. Stando a quanto riportato da Il Vibonese, il rapporto di lavoro sarebbe dovuto terminare il 20 agosto, appena un giorno dopo la notte dell’aggressione. Un dettaglio che aggiunge ulteriore apprensione a una storia maturata nell’arco di poche settimane.

Ora l’indagine entra in una fase nuova e delicata. La magistratura dovrà verificare ogni circostanza, comprese le condizioni psichiche della donna e il suo grado di consapevolezza al momento dei fatti. Per la famiglia, intanto, resta il dolore per la scomparsa del professor Reggio, morto dopo una lotta durata settimane e al termine di una vicenda che attende ancora risposte definitive.

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