
Ultime ore di voto per le elezioni comunali 2026: i seggi restano aperti fino alle 15 nei comuni chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali, con lo spoglio previsto subito dopo la chiusura delle urne. La tornata riguarda oltre 800 comuni, tra cui 18 capoluoghi di provincia, ed è seguita con attenzione perché può offrire indicazioni sugli equilibri politici anche a livello nazionale.
Sono oltre 6,6 milioni gli elettori chiamati al voto. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato supera il 50% più uno, è previsto il ballottaggio domenica 7 e lunedì 8 giugno. Tra i centri più osservati figurano Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Prato, Avellino, Mantova, Messina e Crotone.
Exit poll Rai (Consorzio Opinio): quadro in movimento nelle città chiave
I primi exit poll diffusi nel pomeriggio indicano un possibile vantaggio del centrodestra in alcune sfide simboliche e la conferma di alcune amministrazioni considerate strategiche. Secondo la rilevazione, il centrodestra risulterebbe in posizione favorevole a Reggio Calabria già al primo turno e in vantaggio anche ad Arezzo e a Venezia, con la possibilità in alcuni casi di evitare il ballottaggio. A Salerno viene indicato il successo di De Luca, mentre a Prato il Pd dovrebbe confermare Biffoni. A Messina, Basile (Sud chiama Nord, il movimento di Cateno de Luca) sarebbe avanti nella corsa per Palazzo Zanca. Con la chiusura delle urne, l’attenzione passa ora ai risultati dello scrutinio.
Urne chiuse alle 15: al via lo scrutinio
Alle 15 in punto le urne sono state chiuse in tutta Italia. Da quel momento è iniziato lo scrutinio, che fornirà i primi dati ufficiali e consentirà di verificare l’affidabilità delle proiezioni diffuse nel corso della giornata.

Le dichiarazioni della giornata: Casalino e il peso politico delle amministrative
Nel corso della mattinata sono arrivate anche dichiarazioni legate alla lettura politica delle amministrative. Rocco Casalino, candidato a Ceglie Messapica, ha ricondotto la propria esperienza a un contesto locale e ha escluso automatismi sul piano nazionale. “A Ceglie Messapica ho semplicemente dato un piccolo contributo cercando di portare finalmente una lista del Movimento 5 Stelle, che prima non era presente alle elezioni locali. E sono perfettamente consapevole del fatto che prenderò molti meno voti rispetto a chi lavora sul territorio da anni, perché funziona cosi alle elezioni comunali. Quindi – spiega – non immagino affatto una mia elezione e, soprattutto, non penso minimamente che una mia eventuale elezione possa avere un valore nazionale. Non sono improvvisamente impazzito al punto da perdere il senso della misura. Quello che ho detto è un’altra cosa: dopo il referendum, ogni elezione locale in cui il centrodestra viene sconfitto rappresenta inevitabilmente un danno politico per Giorgia Meloni”.
Casalino ha poi aggiunto: “E nel caso specifico di Ceglie Messapica c’è un elemento ulteriore: è il paese dove la presidente del Consi.glio trascorre le vacanze. Se dopo sedici anni il centrodestra dovesse perdere proprio lì, sarebbe inevitabilmente una notizia nazionale. Quindi non c’entra Rocco Casalino, non c’entra la mia candidatura personale. C’entra semplicemente il fatto che, quando il campo progressista vince in più comuni possibili, politicamente indebolisce Giorgia Meloni. E se questo accadesse proprio nel paese simbolicamente legato alle sue vacanze – conclude Casalino – l’effetto mediatico e politico sarebbe ancora più evidente“.
Maurizio Lupi: il tema Milano e la strategia del centrodestra
Tra gli interventi politici della giornata anche quello di Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, che ha richiamato la necessità di un percorso condiviso in vista delle prossime scadenze amministrative a Milano. “Abbiamo identificato una strada e un percorso anche con il nostro congresso regionale di Noi Moderati. Subito dopo le elezioni amministrative che si concluderanno oggi credo che il centrodestra debba ritrovarsi innanzitutto a livello territoriale, con i nostri consiglieri comunali, i nostri consiglieri regionali di Milano e con i parlamentari, e individuare un programma credibile e serio per riconquistare la città e quindi anche un candidato”.
Lupi ha poi precisato: “Mi sembra che sia acclarato da parte di tutto il centrodestra che il problema non è il civico o il politico, ma il miglior candidato che possa ritornare a guidare questa città, che ha tanto bisogno di una guida“.
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