
L’emergenza sanitaria scoppiata a bordo della nave da crociera MV Hondius continua a tenere alta l’attenzione delle autorità internazionali. Dopo settimane di isolamento e controlli sanitari, tutti i passeggeri sono stati evacuati e rimpatriati da Tenerife attraverso voli speciali organizzati sotto il coordinamento delle autorità europee.
Ma mentre termina ufficialmente l’odissea della nave, aumentano le preoccupazioni legate ai nuovi casi sospetti e ai controlli sanitari avviati in diversi Paesi, compresa l’Italia.
Nelle ultime ore il Dipartimento della Salute degli Stati Uniti ha confermato la positività di uno dei passeggeri americani rimpatriati, mentre un secondo viaggiatore avrebbe sviluppato sintomi lievi compatibili con il virus Andes, il ceppo di Hantavirus considerato più aggressivo.

Peggiora la turista francese positiva al virus
A destare particolare attenzione sono soprattutto le condizioni di una cittadina francese che aveva accusato i primi sintomi durante il viaggio di ritorno verso la Francia. Secondo quanto riferito dal ministro della Salute francese Stéphanie Rist, la donna è risultata positiva all’Hantavirus e le sue condizioni sarebbero peggiorate nel corso della notte.
Le autorità francesi hanno già avviato il monitoraggio sanitario di almeno 22 persone considerate contatti stretti o indiretti della passeggera. Sono scattate immediatamente procedure di isolamento precauzionale e controlli clinici per evitare eventuali ulteriori contagi.
La situazione in Italia: quattro persone monitorate
Nel frattempo, dall’Italia arrivano notizie considerate rassicuranti. I quattro residenti italiani sottoposti a sorveglianza sanitaria dopo essere transitati sulla Hondius risultano infatti completamente asintomatici. Tra questi c’è anche il marittimo campano residente a Torre del Greco che aveva condiviso il volo con la turista olandese deceduta dopo l’infezione da virus Andes.
Nonostante l’assenza di sintomi, le autorità sanitarie italiane hanno mantenuto attive quarantene precauzionali e monitoraggi clinici costanti, seguendo i protocolli internazionali previsti in casi di possibile esposizione.
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