
Un turista britannico è stato individuato a Milano e trasferito in isolamento all’ospedale Sacco dopo essere emerso tra i passeggeri di un volo sul quale hanno viaggiato persone poi risultate positive all’Hantavirus, tra cui una donna successivamente deceduta. La segnalazione, secondo quanto ricostruito, è arrivata alle autorità italiane attraverso i canali sanitari del Regno Unito, in contatto con il ministero della Salute.
L’uomo avrebbe proseguito il viaggio in Europa dopo l’atterraggio ad Amsterdam, trascorrendo alcuni giorni in Italia. L’attenzione delle autorità si è concentrata sulla sua posizione a bordo del volo Sant’Elena-Johannesburg: il passeggero, infatti, era seduto a breve distanza dai casi positivi, indicativamente a circa due file di distanza, un dettaglio che ha fatto scattare le verifiche e l’attivazione delle procedure di tracciamento.
Oltre alla seconda vittima, sullo stesso aereo sarebbe stato presente anche un altro passeggero che, in un momento successivo, è risultato positivo. Per questo motivo gli accertamenti si sono estesi all’elenco dei viaggiatori e ai contatti più prossimi, con particolare attenzione a chi era seduto nelle aree adiacenti e a eventuali spostamenti comuni nel periodo immediatamente successivo al volo.
Il trasferimento al Sacco di Milano è avvenuto in forma precauzionale: l’ospedale è un punto di riferimento nazionale per la gestione delle malattie infettive e per l’isolamento di casi sospetti. Al momento, non è stato chiarito in modo definitivo se il turista presenti sintomi compatibili con l’infezione; la misura è stata adottata soprattutto in relazione alla vicinanza ai soggetti contagiati e alla necessità di completare gli esami clinici.

Il rintraccio a Milano e l’isolamento precauzionale
Secondo le informazioni disponibili, il turista inglese sarebbe stato rintracciato nella serata del 12 maggio nei pressi di un locale. Da lì è stato accompagnato in ospedale per l’avvio delle procedure previste: valutazione clinica, anamnesi di viaggio e, se ritenuto necessario, esecuzione dei test specifici. Il protocollo in questi casi mira a verificare la presenza di infezione e, allo stesso tempo, a ridurre qualsiasi rischio legato a contatti ravvicinati.
In isolamento sarebbe finita anche una seconda persona che aveva viaggiato con lui durante la permanenza in Italia. Questa persona, tuttavia, non risulta aver preso parte al volo Sant’Elena-Johannesburg. L’inserimento nel percorso di sorveglianza risponde alla logica del tracciamento, che considera i contatti stretti successivi al possibile evento di esposizione.
Gli accertamenti dovranno stabilire se l’isolamento resterà una misura temporanea di controllo sanitario oppure se emergeranno elementi che rendano necessario un trattamento specifico. In questa fase, l’obiettivo delle autorità sanitarie è ricostruire in modo puntuale i movimenti del passeggero, i luoghi visitati e i contatti avuti, così da definire tempi e modalità di una eventuale esposizione.
Il quadro viene gestito attraverso i canali di collaborazione tra sistemi sanitari nazionali: le comunicazioni tra Regno Unito e Italia rientrano nelle procedure di allerta e risposta rapida, attivate quando un caso infettivo riguarda persone che hanno viaggiato e possono essersi spostate in più Paesi in un intervallo breve di tempo.
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