La condanna della madre e la decisione del tribunale del Missouri
L’epilogo giudiziario è arrivato con la sentenza pronunciata dalla giudice Sarah A. Castle, che ha ritenuto la dichiarazione di colpevolezza della donna volontaria e pienamente consapevole delle conseguenze legali.
Il tribunale ha condannato Mariah Thomas a 13 anni di reclusione presso il Dipartimento penitenziario del Missouri, stabilendo che la pena dovrà essere scontata senza possibilità di libertà vigilata. Alla 28enne sarà comunque riconosciuto il periodo già trascorso in custodia cautelare, come previsto dalla normativa statunitense.
Nel provvedimento viene anche evidenziato un aspetto rilevante del procedimento: la difesa non ha presentato eccezioni fondate sull’infermità mentale dell’imputata. Si tratta di una precisazione inserita direttamente negli atti della sentenza e che chiarisce come il caso sia stato valutato esclusivamente sotto il profilo della responsabilità penale.
Al termine dell’udienza, la donna è stata riaffidata alla custodia dello sceriffo della contea di Jackson, in attesa del trasferimento definitivo in una struttura carceraria statale. La giudice ha inoltre disposto il pagamento di 68 dollari destinati al Fondo di risarcimento per le vittime di reato del Missouri, rinunciando invece all’addebito delle ulteriori spese processuali.
La sentenza chiude così il capitolo giudiziario di una vicenda che aveva suscitato enorme commozione a Kansas City, dove la morte della neonata era diventata uno dei casi di cronaca più drammatici del 2024.