Esami balistici dei Ris e nuovi interrogatori
Secondo quanto riportato da fonti Adnkronos, A.S. dovrebbe essere risentito nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli investigatori attendono gli esiti degli esami balistici affidati ai Ris, ritenuti centrali per definire traiettorie, armi utilizzate e sequenza dei colpi.
Gli accertamenti tecnici riguardano armi, munizioni, indumenti e dispositivi elettronici sequestrati. Proprio su questo punto si era aperto un ulteriore fronte procedurale: i difensori dell’indagato, gli avvocati Tommaso Calderone e Filippo Barbera, avevano inizialmente presentato una richiesta di riserva di incidente probatorio per sospendere temporaneamente le analisi.
In seguito, però, la difesa ha rinunciato alla richiesta, consentendo la prosecuzione degli accertamenti tecnici senza ulteriori rinvii.

Il ruolo della Procura di Patti e il nodo dei residui di sparo
Il Procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, considera determinanti gli esiti delle analisi balistiche per chiarire l’esatta dinamica della sparatoria. Tra gli accertamenti effettuati figura anche il tampone per la ricerca di residui di polvere da sparo sull’indagato.
Questo riscontro, tuttavia, potrebbe risultare poco indicativo: A.S. risulta essere un cacciatore abituale e avrebbe maneggiato armi anche nei giorni precedenti ai fatti. Un elemento che rende più complessa l’interpretazione tecnica dei risultati.
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I punti fermi e la ricostruzione della mattina del 28 gennaio
Al momento, gli elementi ritenuti certi restano il numero delle vittime e la presenza di A.S. nell’area della sparatoria. Secondo quanto emerso, l’uomo era amico di Antonio Gatani e condivideva con lui la passione per la caccia al cinghiale nei Nebrodi, nella zona di contrada Caristia.
Sentito dagli inquirenti dopo il ritrovamento dei corpi, A.S. avrebbe riferito di essersi recato all’alba presso l’abitazione di Gatani per un caffè, prima di dirigersi verso l’area di Montagnareale per prendere il cane da caccia. In una prima fase avrebbe dichiarato di essersi allontanato a causa della pioggia; successivamente avrebbe modificato la versione, ammettendo in parte la presenza sul posto e la partecipazione alla sparatoria.
Dopo queste dichiarazioni, l’indagato si è avvalso del silenzio. Saranno ora le perizie tecniche, unite ai prossimi interrogatori, a chiarire se si sia trattato di un conflitto accidentale tra cacciatori o di un episodio con responsabilità penali ben definite.