Ventuno vincite riscosse e il controllo sui codici seriali
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i biglietti sarebbero stati riconosciuti attraverso i rispettivi numeri di serie. Gli stessi tagliandi, o parte di essi, sarebbero stati portati presso un’altra ricevitoria della provincia di Vicenza per riscuotere le vincite ottenute.
In totale, la persona ripresa dalle telecamere avrebbe incassato premi relativi a ventuno Gratta e Vinci appartenenti al gruppo di tagliandi segnalato come sottratto. La scelta di effettuare le riscossioni nella stessa area geografica avrebbe quindi consentito di collegare le operazioni alla denuncia iniziale.


Le immagini delle telecamere e la denuncia della 63enne
I carabinieri hanno acquisito le registrazioni della videosorveglianza della seconda ricevitoria. Dall’analisi dei filmati, sempre secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe stata individuata la stessa persona che aveva presentato i biglietti per il pagamento delle vincite.
Le immagini sono state poi confrontate con ulteriori elementi raccolti dagli investigatori, compresi accertamenti di natura anagrafica e lavorativa. Questo insieme di verifiche avrebbe consentito di risalire a una donna di 63 anni residente a Cassola.
La donna è stata convocata presso la stazione dei carabinieri e denunciata in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza per l’ipotesi di reato di furto. Il provvedimento è stato comunicato mercoledì 30 settembre. Resta fermo che la responsabilità penale dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento giudiziario.
