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I pacifisti con il vizio dell’odio: corteo No Kings, lo sfregio a Meloni, Nordio e La Russa

Le reazioni e il contesto della manifestazione

Gli autori dell’iniziativa hanno rivendicato l’azione come un “simbolo di resistenza contro la propaganda dei potenti”, respingendo ogni accusa di estremismo. Tuttavia, l’episodio contribuisce ad alimentare il dibattito sul tono della protesta e sui limiti della rappresentazione simbolica nella piazza politica.

La manifestazione, che ha visto l’adesione di centinaia di sigle e una partecipazione arrivata da tutta Italia, si conferma così non solo come mobilitazione contro la guerra, ma anche come spazio di confronto e scontro politico interno, in cui convivono istanze diverse e sensibilità molto distanti tra loro.

Simonetta Matone (Lega): “Una ghigliottina per Meloni quanto odio tra il popolo del no”

“Una ghigliottina di cartone per tagliare la testa a Meloni, La Russa e Nordio viene portata in piazza dai manifestanti che attraversano in corteo Roma, con alla testa Landini e altri leader della sinistra. Come accadde per lo striscione di sostegno alla strage del 7 ottobre, anche questa volta non sentiamo una parola di sdegno e condanna. I voti dei giovani alle elezioni, come il referendum appena concluso, non si cercano così. Anche nel popolo del No c’era tanto odio”. Lo ha dichiarato Simonetta Matone, deputato della Lega ed ex magistrato.

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