Clan attivo a Santa Maria Capua Vetere e legami con i Casalesi
Il blitz delle forze dell’ordine ha colpito una presunta organizzazione criminale operante nel comune di Santa Maria Capua Vetere, area da tempo monitorata per le dinamiche legate alla criminalità organizzata. Secondo quanto emerso dall’indagine, tra gli arrestati figurano tre minorenni considerati parte integrante del gruppo.
Il sodalizio criminale viene descritto come riconducibile al boss Santone, figura che in passato avrebbe gravitato nella sfera di influenza del clan dei Casalesi. Tale collegamento richiama una delle pagine più significative della criminalità organizzata campana e indica la capacità delle strutture mafiose di mantenere continuità nel tempo, adattandosi ai mutamenti del contesto.

Minori e criminalità organizzata: il “trend nazionale” descritto da Gratteri
Soffermandosi in particolare sul ruolo dei minori all’interno dei clan, Gratteri ha illustrato una dinamica che gli inquirenti definiscono ormai consolidata su scala nazionale. Il procuratore ha dichiarato: “C’è un Trend nazionale: i minori costano di meno, hanno meno rischi, nascono e si nutrono di cultura mafiosa”.
Le affermazioni descrivono la presenza di giovani cresciuti in contesti permeati dalla cultura mafiosa, in cui la criminalità viene percepita come parte ordinaria della vita quotidiana o addirittura come possibile occasione di riscatto economico. Secondo quanto emerso, i clan puntano su queste fragilità sociali, sfruttando il minor rischio sanzionatorio previsto per gli imputati non ancora maggiorenni.

Droga sequestrata e struttura del gruppo criminale
L’indagine è stata condotta dalla Dda di Napoli, guidata da Michele Del Prete, in collaborazione con la procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato e con la Squadra Mobile di Caserta. Nel corso delle attività investigative, gli agenti hanno proceduto al sequestro di sostanze stupefacenti, tra cui ketamina, elemento che indica un’attività di spaccio articolata su più tipologie di droga.
Il sequestro degli stupefacenti contribuisce a delineare la presunta struttura organizzata del traffico, evidenziando una gestione non occasionale della distribuzione sul territorio. Secondo gli inquirenti, il quadro che emerge è quello di un gruppo criminale con una rete operativa definita e una divisione interna dei ruoli.
I poliziotti della questura di Caserta hanno arrestato 17 persone, ritenute responsabili tra l’altro di associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, omicidio e tentato omicidio, commessi avvalendosi del metodo camorristico#essercisempre #22gennaio pic.twitter.com/ApoqMOZv2X
— Polizia di Stato (@poliziadistato) January 22, 2026
L’allarme di Gratteri sull’uso dei minori nei clan
Concludendo il suo intervento, il procuratore Gratteri è tornato sul tema dell’impiego dei minori nelle attività dei clan, ribadendo i punti centrali della sua analisi. “Minori usati come carne da macello da parte dei clan: costano di meno e rischiano meno anni di galera”.
Le dichiarazioni richiamano una problematica che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, non riguarda soltanto la specifica operazione nel Casertano ma si inserisce in un quadro più ampio di criticità sociale e giudiziaria. Il riferimento è in particolare ai contesti caratterizzati da degrado, assenza di adeguati percorsi di prevenzione e persistenza di una forte presenza criminale, dove i giovani diventano una risorsa per le organizzazioni mafiose e, al tempo stesso, la componente più esposta a rischi e condizionamenti.
L’inchiesta e le parole del procuratore riportano quindi l’attenzione sulla necessità di interventi strutturali in termini di prevenzione, contrasto alla criminalità e tutela dei minori, in aree dove la pressione dei clan continua a esercitare un forte impatto sul tessuto sociale.