I numeri del centrodestra: ancora competitivo ma in calo
Nel complesso, il centrodestra – includendo anche Noi Moderati all’1,2% – si attesta al 44,6%. Un dato che resta competitivo e vicino a quello con cui la coalizione ha vinto le elezioni del 2022.
Tuttavia, il contesto è cambiato: la crescita delle opposizioni e il calo dei partiti principali della maggioranza modificano gli equilibri e rendono meno solida la posizione complessiva.

Cresce il centrosinistra: traino di Pd e Movimento 5 Stelle
Sul fronte opposto, il Partito Democratico sale al 21,8% (+0,2%), consolidando la sua posizione come principale forza di opposizione.
Il dato più rilevante riguarda però il Movimento 5 Stelle, che raggiunge il 13,2% con un incremento dello 0,8% in due settimane e dell’1,3% nell’ultimo mese. Una crescita significativa che contribuisce in modo decisivo al recupero dell’area progressista.
A completare il quadro ci sono Alleanza Verdi e Sinistra al 6,7%, Italia Viva di Matteo Renzi al 2,2% e +Europa all’1,5%.
Campo largo avanti: sorpasso simbolico ma politicamente rilevante
Sommando queste forze, il cosiddetto “campo largo” raggiunge il 45,4%, superando il centrodestra di meno di un punto percentuale. Un vantaggio minimo, ma sufficiente per segnare un’inversione di tendenza.
Resta fuori da entrambe le coalizioni Azione di Carlo Calenda, che si attesta al 3% in leggero calo.
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Equilibri in movimento: cosa indicano davvero i sondaggi
Il sorpasso del centrosinistra non rappresenta ancora un cambiamento strutturale, ma segnala una fase di riequilibrio. I margini tra le due aree sono ridotti e altamente variabili, ma il dato politico è chiaro: la maggioranza non cresce, mentre l’opposizione mostra segnali di rafforzamento.
Molto dipenderà dalla capacità delle coalizioni di mantenere o meno questa dinamica nei prossimi mesi. Da una parte, il centrodestra dovrà gestire il calo dei consensi e le tensioni interne; dall’altra, il campo largo dovrà dimostrare di saper trasformare il vantaggio nei sondaggi in un progetto politico coeso.