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“Il Re è morto”. Lutto in Europa dopo la lunga malattia

Il peggioramento al Rikshospitalet e la famiglia accanto al re

Il ricovero di Harald V al Rikshospitalet era iniziato il 17 agosto e fin dai primi giorni la situazione era stata seguita con particolare attenzione. L’anemia emolitica, condizione nella quale i globuli rossi vengono distrutti più velocemente di quanto l’organismo riesca a sostituirli, aveva richiesto accertamenti e cure immediate. In seguito, l’infezione batterica aveva reso il quadro ancora più complesso.

La comunicazione diffusa giovedì dalla Casa reale non lasciava spazio a interpretazioni ottimistiche: le condizioni del sovrano erano diventate «molto gravi». Da quel momento gli impegni ufficiali della regina Sonja e del principe ereditario sono stati annullati, mentre altri membri della famiglia reale si sono recati in ospedale per stare vicino al re.

La presenza di Haakon al fianco del padre ha assunto anche un valore istituzionale. Negli ultimi anni, infatti, il principe ereditario aveva già sostituito il sovrano in numerose occasioni pubbliche, assumendo le funzioni di reggente ogni volta che le condizioni di salute di Harald non gli consentivano di svolgere direttamente i suoi compiti.

La morte di un monarca non comporta un vuoto al vertice dello Stato: nella monarchia costituzionale norvegese il nuovo re subentra immediatamente. Tuttavia, le prossime giornate saranno dedicate ai messaggi di cordoglio, alle cerimonie ufficiali e alla definizione del calendario per l’ultimo saluto a Harald V, figura centrale della Norvegia contemporanea.

Fiori, candele e commozione davanti al Palazzo reale di Oslo

Già prima dell’annuncio della morte, il peggioramento delle condizioni del re aveva provocato una forte reazione emotiva. Centinaia di persone si erano raccolte davanti al Palazzo reale di Oslo, dove sono comparsi fiori, candele e messaggi destinati al sovrano e alla sua famiglia. Un gesto semplice, ripetuto da cittadini di età diverse, che ha mostrato il legame tra Harald V e il Paese.

Il palazzo, residenza ufficiale della famiglia reale nella capitale, è diventato il punto di riferimento spontaneo del cordoglio. Nelle prossime ore il flusso di persone potrebbe proseguire, mentre le autorità comunicheranno le modalità delle commemorazioni pubbliche e delle iniziative previste per il periodo di lutto.

Harald V era nato nel 1937 ed era cresciuto in una fase drammatica della storia europea. Durante la Seconda guerra mondiale, quando la Norvegia fu occupata dalle forze naziste, visse l’esperienza dell’esilio insieme alla famiglia reale. Quel periodo segnò profondamente la sua generazione e contribuì a consolidare il rapporto simbolico della monarchia con l’identità nazionale.

Quando nel 1991 ereditò la corona dal padre Olav V, Harald trovò una Norvegia già stabile e prospera, ma destinata a vivere grandi cambiamenti sociali, economici e culturali. Il suo ruolo è stato quello previsto dalla Costituzione: non un protagonista della politica quotidiana, ma un punto di continuità nelle occasioni solenni, nelle crisi e nei momenti che hanno coinvolto l’intera comunità nazionale.

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