
È Simone Bonino, 45 anni, l’uomo morto nella mattinata di sabato 24 gennaio nel grave incidente stradale avvenuto in corso Sempione, a Milano, tra due auto e un mezzo dell’Amsa. Bonino era noto alle cronache per essere stato l’ex guardia del corpo di Alberto Genovese, l’imprenditore condannato per le violenze e gli abusi avvenuti a Terrazza Sentimento.
Lo schianto all’alba
Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si è verificato intorno alle 5 del mattino, all’incrocio tra corso Sempione e via Biondi, nei pressi di piazza Firenze. Un camioncino dell’Amsa avrebbe urtato il lato sinistro di una Bmw su cui viaggiava Bonino. Dopo l’impatto, l’auto è stata trascinata, abbattendo un semaforo e parte della segnaletica verticale, fino a terminare la corsa contro una seconda vettura proveniente dalla direzione opposta.
All’arrivo dei soccorritori del 118, per il 45enne non c’era più nulla da fare: l’uomo era in arresto cardiocircolatorio. Altre due persone, un 27enne e un 37enne, sono state trasportate in ospedale al San Carlo e al Fatebenefratelli in codice giallo.

Chi era Simone Bonino
Bonino non risultava indagato nell’inchiesta che ha portato alla condanna di Alberto Genovese. Era stato ascoltato come persona informata sui fatti. In diverse interviste aveva spiegato il suo ruolo durante le serate a Terrazza Sentimento: presidiare l’ingresso della stanza e impedire accessi non autorizzati, su indicazione del cliente.
Le indagini sulla dinamica
Gli inquirenti stanno ora accertando le responsabilità e verificando il rispetto delle precedenze all’incrocio. Dai primi rilievi, il mezzo dell’Amsa potrebbe non aver concesso la precedenza alla Bmw, ma la dinamica resta al vaglio della polizia locale. Amsa ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e si è detta a disposizione delle autorità per chiarire ogni aspetto dell’accaduto.