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Incredibile scoperta su una sostanza che consumiamo tutti i giorni: “Stimola la crescita dei tumori”

Fruttosio, collegamento con i tumori nel nuovo studio

La scoperta sul fruttosio: “Siamo sorpresi”

Grazie all’utilizzo della metabolomica, una tecnica che segue il percorso delle piccole molecole attraverso i tessuti, i ricercatori hanno scoperto che il fruttosio incrementa la presenza di lipidi nel sangue, in particolare delle lisofosfatidilcoline (LPC). Questi lipidi sono cruciali per la formazione delle membrane cellulari, che sono indispensabili per la crescita e la divisione delle cellule tumorali.

Il dottor Fowle-Grider, primo autore dello studio sul fruttosio, ha evidenziato la portata della scoperta. Le sue parole sono state riportate da Business.it: “Siamo rimasti sorpresi dal fatto che il fruttosio fosse metabolizzato solo in minima parte nei tipi di tumore che abbiamo analizzato” ha spiegato. Questa scoperta potrebbe avere importanti implicazioni sia per la terapia che per la nutrizione. Comprendere come il fegato converta il fruttosio in nutrienti utilizzabili dai tumori potrebbe aprire la strada a nuove strategie per limitare l’accesso di questi nutrienti alle cellule tumorali. Inoltre, potrebbe influire sulle linee guida dietetiche, suggerendo una riduzione del consumo di fruttosio, in particolare quello presente negli alimenti ultra-processati, come misura di prevenzione contro il cancro.

Consumo di fruttosio; le raccomandazioni degli esperti

Come riporta l’Airc, la fondazione per la Ricerca sul Cancro: “Il glucosio e il fruttosio sono in grado di aumentare la concentrazione di insulina nel sangue. L’insulina è responsabile della produzione di fattori che favoriscono l’infiammazione e la crescita delle cellule, e queste condizioni a loro volta possono stimolare lo sviluppo di tumori.“. Tuttavia, non sarebbe bene stravolgere completamente la propria dieta eliminando qualsiasi fonte di zucchero. L’associazione tiene a ricordare che: “Alla luce degli studi disponibili è saggio limitare il consumo di zuccheri, ma non è ragionevole né fattibile eliminarli del tutto o, peggio, credere che esistano zuccheri più sicuri di altri.”.

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