Il ruolo contestato alla vicesindaca Giuliana Tedesco
Gli atti indicano che la vicesindaca Giuliana Tedesco, insieme ad altri indagati, avrebbe contribuito alla falsificazione di informazioni relative alle giacenze di rifiuti speciali. L’obiettivo, secondo l’impostazione investigativa, sarebbe stato quello di ottenere autorizzazioni amministrative e rendere più agevole la gestione dei materiali oggetto dell’inchiesta.
Il procedimento, dunque, intreccia due profili: da un lato la presunta falsificazione documentale, dall’altro la contestata gestione irregolare dei rifiuti, con effetti economici e ambientali ritenuti rilevanti.
Reazioni politiche: la posizione di Fratelli d’Italia
Sul fronte politico, il caso ha avuto ripercussioni immediate all’interno di Fratelli d’Italia. Il sottosegretario alla Salute e coordinatore regionale in Puglia, Marcello Gemmato, ha dichiarato: “Innanzitutto le notizie di reato che attingono la vicesindaca non riguardano l’attività politica. Siamo in uno stato di diritto. Siamo chiaramente al fianco della magistratura, capiremo l’esito del giudizio e quindi delle contestazioni rilevate”.
Interpellato sull’ipotesi di dimissioni, Gemmato ha aggiunto: “un semplice avviso di garanzia e non siamo ancora a conoscenza dei fatti se non quelli appunto riportati dalla stampa. Attiene a una scelta personale”.
Inoltre, viene ricordato che già il 9 febbraio scorso il direttivo cittadino di Fratelli d’Italia aveva chiesto al sindaco Giuseppe Marchionna di revocare l’incarico alla Tedesco e all’altro assessore in quota FdI, Antonio Pisanelli, per ragioni politiche non collegate all’indagine.

Rifiuti speciali e profili ambientali: cosa si valuta ora
L’inchiesta richiama l’attenzione sui rischi legati alla gestione illecita dei rifiuti speciali, con possibili conseguenze sul territorio. Le autorità stanno analizzando documentazione, dichiarazioni e movimentazioni per ricostruire l’intera filiera e individuare eventuali responsabilità penali e amministrative.
Per Brindisi la vicenda rappresenta un passaggio delicato, con il tema della legalità che si intreccia alla tenuta dell’amministrazione locale. Gli sviluppi dell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce chiariranno il quadro delle contestazioni e gli eventuali prossimi passi sul piano giudiziario.
L’evoluzione del procedimento resta al centro dell’attenzione, in attesa di ulteriori accertamenti sul presunto traffico illecito di rifiuti e sulla regolarità delle autorizzazioni e delle procedure di controllo.