
L’indagine della Procura di Udine
Secondo quanto riferito dalla stampa locale, l’inchiesta nasce da un esposto-denuncia firmato da dodici consiglieri di opposizione. Tra i firmatari non figurava Salmè, la cui posizione è poi divenuta uno degli aspetti più rilevanti nel percorso giudiziario della vicenda.
Nel documento depositato nel 2024 venivano segnalati due episodi, ritenuti dagli esponenti dell’opposizione meritevoli di approfondimento. La richiesta era quella di verificare l’esistenza di eventuali collegamenti tra accordi politici, sostegno elettorale e successive scelte compiute dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale.
La Procura ha quindi avviato le valutazioni del caso. L’ipotesi indicata nel procedimento è quella di corruzione elettorale, una contestazione che richiede l’esame puntuale di circostanze, rapporti e atti, senza che la sola apertura dell’indagine consenta di anticipare conclusioni sul merito delle accuse.
Per il sindaco De Toni, eletto alla guida di Udine con l’appoggio del centrosinistra, la questione assume anche un rilievo istituzionale. Le verifiche della magistratura procedono infatti parallelamente al confronto politico, ma su piani distinti: da una parte la ricostruzione dei fatti, dall’altra il dibattito sulle conseguenze amministrative e sull’opportunità delle nomine finite al centro dell’esposto.
I due episodi al centro dell’esposto
Il primo punto segnalato riguarda un presunto accordo che sarebbe stato raggiunto prima del ballottaggio con Ivano Marchiol. Dopo l’elezione di De Toni, Marchiol è stato nominato assessore. Proprio la successione tra la fase elettorale e l’incarico amministrativo è uno degli elementi indicati dagli autori dell’esposto per chiedere gli approfondimenti.
Il secondo episodio riguarda invece Daniela Perissutti e la sua nomina in Arriva Udine. Secondo la tesi contenuta nell’esposto, l’incarico nella società partecipata potrebbe essere collegato a un possibile sostegno elettorale. Anche su questo punto, l’attività degli inquirenti dovrà chiarire se vi siano circostanze di rilievo penale oppure se la ricostruzione non trovi riscontri.
Arriva Udine opera nel settore del trasporto pubblico locale e la sua governance riveste un ruolo di interesse per la città e il territorio. Per questo, la nomina della vicepresidente è entrata nel confronto politico già prima degli sviluppi davanti al giudice, con le opposizioni che hanno chiesto chiarimenti e la maggioranza chiamata a difendere la correttezza del proprio operato.
La presenza di più soggetti nell’indagine non modifica il carattere ancora aperto del fascicolo. Ogni posizione resta autonoma e dovrà essere esaminata sulla base degli atti, delle dichiarazioni raccolte e delle valutazioni che la Procura e il giudice riterranno necessarie. Il procedimento, in questa fase, non equivale a una condanna né stabilisce responsabilità.
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