Antinfiammatori, paracetamolo e antivirali: cosa funziona davvero
Nel dibattito pubblico sulle cure contro l’influenza K, trova spazio anche il confronto tra antinfiammatori e antipiretici tradizionali. Alcune tesi hanno suggerito una presunta superiorità dell’ibuprofene rispetto al paracetamolo nel trattamento dei sintomi. Bassetti respinge questa impostazione, definendola senza mezzi termini: «una grandissima stupidaggine».
L’infettivologo precisa che un uso indiscriminato di antinfiammatori non modifica in modo significativo il decorso dell’infezione: la durata complessiva della malattia rimane sostanzialmente invariata, anche in presenza di un sollievo temporaneo dei sintomi. Secondo il professore, l’unico trattamento farmacologico in grado di incidere sulla durata dei disturbi influenzali è rappresentato dagli antivirali specifici.
A questo proposito, Bassetti puntualizza: «L’unica cosa che si può prendere per l’influenza che riduce la durata dei sintomi è l’Oseltamivir». Si tratta di un farmaco antivirale che va prescritto e gestito secondo le indicazioni mediche, soprattutto nei pazienti più a rischio di complicanze.
Situazione negli ospedali e prospettive per la stagione influenzale
Nonostante i dati indichino che il picco dei contagi potrebbe essere stato raggiunto, la fase attuale viene descritta come un plateau, caratterizzato da un numero ancora elevato di casi. Questo livello di circolazione virale continua a esercitare una pressione considerevole sul Sistema Sanitario Nazionale, in particolare sui pronto soccorso e sui reparti di medicina interna.
Bassetti segnala che la gestione di questa fase richiede attenzione costante, sia per il carico di lavoro sulle strutture ospedaliere sia per la necessità di garantire assistenza alle altre patologie non influenzali. La prudenza, secondo gli specialisti, rimane fondamentale: pur in presenza di una riduzione parziale dei contagi, la stagione influenzale è ancora in corso e l’andamento dell’influenza K nelle prossime settimane sarà determinante per valutare l’effettivo allentamento della pressione sul sistema sanitario.
In conclusione, gli esperti invitano la popolazione a seguire le indicazioni dei medici di famiglia e degli infettivologi, evitando automedicazione incontrollata e utilizzo improprio di farmaci. Il rispetto delle norme igieniche di base, la vaccinazione per i soggetti più vulnerabili e un uso corretto delle terapie restano gli strumenti principali per affrontare l’ultima parte della stagione influenzale in modo responsabile.