
Influenza K, c’è la prima vittima in Italia: giovane, ricoverato da poco. Un uomo, residente nell’area di Catania, è deceduto giovedì 8 gennaio 2026 presso il Policlinico del capoluogo etneo in seguito a complicanze legate all’influenza K. Il paziente era stato ricoverato da circa due giorni in condizioni critiche per una grave insufficienza respiratoria, risultata fatale nonostante gli interventi terapeutici adottati dal personale sanitario.

Peggioramento improvviso e ricovero in area critica
L’uomo era stato trasferito nel reparto di area critica a seguito di un rapido e significativo deterioramento del quadro clinico. Le sue condizioni generali si erano aggravate in breve tempo, rendendo necessario un monitoraggio continuo e interventi intensivi. L’équipe medica ha messo in atto tutte le procedure disponibili per fronteggiare la severa compromissione respiratoria, ma l’evoluzione della patologia è risultata particolarmente aggressiva, con una progressione rapida e purtroppo non reversibile.


Ricorso all’Ecmo nei casi più complessi
Il paziente rientrava nel numero limitato di casi per i quali si è reso indispensabile il ricorso alla respirazione extracorporea Ecmo. Si tratta di una metodica avanzata utilizzata esclusivamente nelle situazioni più complesse, quando la funzionalità dei polmoni non è più in grado di garantire una sufficiente ossigenazione del sangue. L’impiego dell’Ecmo rappresenta una misura estrema, adottata quando le terapie convenzionali non risultano più efficaci.
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