
Perché il gol di Bellingham non è stato annullato: la spiegazione FIFA
La risposta alla domanda sul perché il gol di Bellingham sia stato convalidato arriva dalla tecnologia utilizzata dalla FIFA. Secondo quanto comunicato dall’organizzazione, il sensore interno della cosiddetta Connected Ball, integrato nel pallone ufficiale, non ha registrato alcun impatto compatibile con un contatto contro il cavo della telecamera.
Il sistema, già utilizzato per supportare le decisioni arbitrali, analizza i movimenti del pallone attraverso un sensore capace di rilevare variazioni e contatti. Nel caso del gol dell’Inghilterra, i dati non hanno evidenziato anomalie durante la traiettoria aerea del pallone.
La decisione degli ufficiali di gara è stata quindi quella di considerare regolare l’azione. Le immagini televisive avevano alimentato il sospetto di un possibile tocco, ma secondo la versione ufficiale della FIFA non c’erano elementi tecnologici sufficienti per dimostrare l’irregolarità.
Gol Bellingham e VAR: il dibattito sulla tecnologia nel calcio
L’episodio ha riaperto il confronto sui limiti degli strumenti tecnologici nel calcio moderno. Da una parte ci sono le immagini televisive, che hanno fatto nascere il dubbio sul possibile contatto con il cavo; dall’altra i dati del pallone intelligente, considerati dagli organismi internazionali uno degli strumenti più avanzati per ricostruire gli episodi di gara.
La discussione si è concentrata anche sul ruolo del VAR. Le proteste della Norvegia hanno evidenziato come situazioni particolari, non direttamente legate a un fallo o a un fuorigioco, possano creare zone grigie nei protocolli arbitrali. Secondo quanto riportato da diverse ricostruzioni, il pallone non avrebbe fornito alcun segnale di un contatto con la struttura della telecamera e per questo la rete è rimasta valida.
Il gol dell’1-1 ha cambiato l’inerzia della partita, ma Bellingham non si è fermato lì: il centrocampista del Real Madrid ha segnato anche ai supplementari, regalando all’Inghilterra il passaggio del turno. Una doppietta che resterà legata non solo alla prestazione del talento inglese, ma anche a uno degli episodi tecnologici più controversi del torneo.