L’ipotesi del monossido di carbonio
Secondo una prima ricostruzione riportata dal Corriere della Sera, a provocare il decesso sarebbe stata una fuga di monossido di carbonio sviluppatasi nella notte, mentre padre e figlio si trovavano all’interno dell’abitazione.
La notizia del decesso di padre e figlio si diffonde rapidamente nel territorio, colpendo in modo particolare la comunità di Alba, dove Paolo Foglino era una figura nota e stimata. L’uomo era infatti uno dei titolari della Osteria dei sognatori, storico locale del centro cittadino, gestito insieme ai soci Paolo Salomone e Diego Paschina. Il ristorante rappresenta da anni un punto di riferimento per residenti, turisti e appassionati di enogastronomia, un luogo simbolo della tradizione locale.
La dinamica della tragedia domestica e i primi accertamenti
Dopo il ritrovamento dei corpi, l’abitazione di Castelrotto viene posta sotto sequestro e iniziano immediatamente i rilievi da parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco del comando provinciale di Cuneo. L’obiettivo è capire da dove possa essersi sprigionato il monossido di carbonio, gas incolore e inodore che, se accumulato in ambienti chiusi, provoca perdita di coscienza e morte in tempi relativamente brevi.
Gli inquirenti analizzano con attenzione l’impianto di riscaldamento e le eventuali stufe presenti nell’alloggio, verificando lo stato delle caldaie, delle canne fumarie e dei sistemi di aerazione. Il monossido di carbonio si genera in presenza di una combustione incompleta, spesso dovuta a malfunzionamenti degli apparecchi, scarsa manutenzione o a una ventilazione insufficiente dei locali. La presenza di eventuali ostruzioni nei condotti di scarico o la rottura di un componente possono determinare il ritorno dei fumi all’interno della casa.
Secondo quanto emerge dalle prime verifiche, non vengono riscontrati segni che lascino pensare ad atti volontari o a intrusioni dall’esterno. L’ipotesi ritenuta più probabile fin dai primi momenti è quella di un incidente domestico, legato alla dispersione del gas durante la notte. Sarà comunque l’esito degli approfondimenti tecnici e degli eventuali esami disposti dall’autorità giudiziaria a confermare in modo definitivo le cause del decesso.
La procura competente viene informata e valuta l’apertura di un fascicolo per accertare eventuali responsabilità connesse alla manutenzione e alla conformità degli impianti. In questi casi, infatti, è prassi verificare documentazione, certificazioni, controlli eseguiti negli anni e interventi tecnici precedenti. Ogni elemento può risultare utile a comprendere se si sia trattato di un evento imprevedibile o se vi fossero criticità pregresse non adeguatamente affrontate.
Chi erano Paolo e Francesco Foglino
La figura di Paolo Foglino è profondamente radicata nella vita sociale ed economica di Alba. Come co‑titolare della Osteria dei sognatori, era conosciuto da clienti abituali, operatori del settore e turisti che affollano la città soprattutto nei periodi di maggior richiamo, come la Fiera del Tartufo. L’attività ristorativa, avviata e consolidata nel cuore del centro storico, è divenuta nel tempo uno dei simboli della convivialità albese, legata alla valorizzazione dei prodotti del territorio e a un’accoglienza calorosa.
Le radici della famiglia Foglino affondano anche nelle istituzioni locali. Il padre di Paolo, Franco Foglino, è stato per anni protagonista della vita amministrativa cittadina. Ha ricoperto il ruolo di assessore comunale alle Finanze e, fino allo scorso anno, ha guidato la Società intercomunale servizi idrici, ente che gestisce una parte rilevante del sistema idrico della zona. Una storia familiare intrecciata con la cosa pubblica e con lo sviluppo del territorio, oggi colpita da un lutto di portata enorme.
Accanto alla figura del ristoratore, il dolore si concentra sul giovane Francesco, studente di diciassette anni, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo riservato ma solare, con interessi e progetti ancora tutti da costruire. Frequentava le scuole del territorio e, secondo quanto riferito da amici e conoscenti, guardava al futuro con curiosità e desiderio di mettersi alla prova. La morte improvvisa in un contesto domestico, considerato solitamente un luogo di sicurezza, colpisce in modo particolare la sua generazione.
La comunità scolastica e il mondo giovanile locale vengono profondamente toccati dalla notizia. In casi come questo non è raro che gli istituti prevedano momenti di raccoglimento, iniziative di supporto psicologico o semplici occasioni di condivisione del lutto, per aiutare i ragazzi a elaborare un evento così improvviso e difficile da comprendere.
Il cordoglio del territorio e il ruolo della comunità
Mentre le indagini proseguono per definire ogni dettaglio della dinamica, Guarene, Castelrotto e Alba si stringono intorno ai familiari di Paolo e Francesco Foglino. Il sentimento prevalente è quello di incredulità: una famiglia conosciuta e integrata nel tessuto sociale locale viene improvvisamente colpita da una doppia perdita che lascia un vuoto difficilmente colmabile.
Le istituzioni locali, le associazioni di categoria del settore ristorativo e numerosi cittadini manifestano vicinanza e sostegno. È prevedibile che, nei prossimi giorni, si moltiplichino i messaggi di cordoglio e le testimonianze di chi, nel corso degli anni, ha frequentato la Osteria dei sognatori o ha avuto rapporti di lavoro e di amicizia con la famiglia Foglino. Il ristorante, per molti, non è solo un esercizio commerciale, ma un luogo di incontro che ha contribuito a costruire relazioni e ricordi condivisi.
La data delle esequie di Paolo e Francesco non è ancora stata ufficializzata al momento in cui vengono diffusi i primi dettagli sulla tragedia. Quando verrà fissata, è attesa una partecipazione ampia, non solo da parte di parenti e amici, ma anche di esponenti delle istituzioni, di colleghi ristoratori e di semplici cittadini che vorranno portare l’ultimo saluto alle vittime di questo drammatico episodio.
In contesti di forte impatto emotivo come questo, la risposta della comunità svolge un ruolo importante nel sostenere i familiari più stretti, chiamati ad affrontare una perdita improvvisa e dolorosa. La vicinanza collettiva, pur non potendo colmare il vuoto, rappresenta una forma concreta di solidarietà e di presenza.
Monossido di carbonio, un killer silenzioso: rischi e prevenzione
La tragedia di Guarene riporta all’attenzione pubblica i pericoli legati al monossido di carbonio, spesso definito “killer silenzioso” proprio perché impossibile da percepire con i sensi. Questo gas, privo di colore e di odore, si sviluppa in seguito a una combustione incompleta di combustibili come gas, legna, carbone, pellet o altri materiali utilizzati negli impianti di riscaldamento e nelle stufe. Quando si accumula in ambienti chiusi e poco ventilati, può provocare malessere, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, la morte.
Tra i sintomi di una possibile intossicazione da monossido di carbonio si segnalano mal di testa, nausea, vertigini, debolezza, confusione mentale e difficoltà respiratoria. Spesso, però, questi segnali vengono sottovalutati o attribuiti ad altre cause, soprattutto se l’esposizione al gas avviene durante il sonno, come ipotizzato nei casi di incidenti notturni. Senza un intervento tempestivo e senza la possibilità di allontanarsi dall’ambiente contaminato, il soggetto può perdere conoscenza e non riuscire più a mettersi in salvo.
Per ridurre il rischio di episodi simili, le autorità e gli esperti raccomandano controlli periodici e accurati sugli impianti di riscaldamento, sulle caldaie, sulle stufe e sulle canne fumarie. È fondamentale che la manutenzione venga eseguita da tecnici abilitati e che siano rispettate le scadenze previste dalla normativa vigente. Una corretta aerazione dei locali, l’assenza di ostruzioni nei condotti di scarico dei fumi e l’utilizzo di apparecchi certificati rappresentano ulteriori elementi chiave per la sicurezza domestica.
Negli ultimi anni, inoltre, si diffonde sempre più l’uso di rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi in grado di segnalare la presenza del gas nell’aria attraverso allarmi acustici e luminosi. Pur non sostituendo in alcun modo la manutenzione degli impianti, questi strumenti possono costituire una barriera aggiuntiva, soprattutto in abitazioni dotate di sistemi di combustione tradizionali. Le campagne di sensibilizzazione promosse da enti pubblici e associazioni puntano proprio a diffondere una maggiore consapevolezza sui comportamenti da adottare per prevenire incidenti domestici di questo tipo.
La vicenda di Paolo e Francesco Foglino, oltre a rappresentare un dramma personale e collettivo, diventa così anche un monito sull’importanza della prevenzione e della sicurezza domestica. In attesa che le indagini chiariscano ogni dettaglio sulla dinamica dell’accaduto, il messaggio che emerge con forza è quello di non sottovalutare mai la necessità di controlli puntuali sugli impianti e di adottare tutte le misure possibili per proteggere la propria casa e la propria famiglia.