
Durante i lavori del G7, tra incontri bilaterali e sessioni dedicate ai principali dossier internazionali, Giorgia Meloni ha condiviso con altri leader un dettaglio personale legato alla sua quotidianità: la decisione di smettere di fumare.
Il retroscena è emerso nei momenti di pausa istituzionale, quando la presidente del Consiglio ha fatto riferimento a un percorso iniziato da circa un mese, presentandolo come una scelta di autodisciplina e di cambiamento delle proprie abitudini.
Secondo quanto riferito, la premier avrebbe affrontato l’argomento con un tono disteso, alternando il registro istituzionale del vertice a un passaggio più privato, capace di attirare l’attenzione dei presenti per la sua immediatezza.

“Da un mese non fumo”: la rivelazione di Meloni
Nel contesto di queste conversazioni informali, Meloni ha riassunto il proprio approccio con una frase rimasta centrale nel racconto: «Potete considerarmi una combattente».
La scelta di interrompere il consumo di sigarette, secondo quanto ricostruito, non sarebbe un elemento del tutto inatteso negli ambienti politici italiani: già da alcune settimane, infatti, la notizia avrebbe iniziato a circolare in modo informale a Roma, senza però trovare finora una conferma diretta in contesti pubblici.
Al G7, la menzione del proposito personale si sarebbe inserita in un quadro di conversazioni tra leader che, accanto ai temi di politica estera ed economia, includono spesso anche scambi brevi e non ufficiali, utili a stemperare la tensione e a consolidare rapporti di lavoro.
In questo contesto, la presidente del Consiglio avrebbe presentato la rinuncia al fumo come un obiettivo già avviato e legato a una decisione maturata nel tempo, senza entrare in dettagli clinici o in valutazioni personali, limitandosi a descrivere l’impegno richiesto.
L’episodio, per come è stato riportato, ha assunto la forma di un breve passaggio privato condiviso con interlocutori internazionali, destinato a restare sullo sfondo rispetto ai contenuti centrali del vertice, ma comunque significativo per la risonanza mediatica che ha generato.
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