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Iran, è caos totale: esplosioni in diverse città. Cosa succede

Un’escalation improvvisa di esplosioni in Iran ha scosso diverse aree del Paese, alimentando timori e speculazioni in una fase di forte tensione regionale. L’episodio più grave si è verificato nella città portuale di Bandar Abbas, affacciata sul Golfo Persico e sullo stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale. Qui una violenta deflagrazione ha colpito un palazzo di otto piani, provocando ingenti danni strutturali e seminando il panico tra la popolazione.

Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, l’esplosione ha distrutto due piani dell’edificio, situato lungo Moallem Boulevard, danneggiando anche veicoli e attività commerciali nelle immediate vicinanze. L’impatto è stato particolarmente violento e non si esclude la presenza di vittime, anche se al momento le autorità non hanno fornito un bilancio ufficiale. Sul posto sono intervenuti rapidamente soccorritori e vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza e di assistenza.

Segnalazioni di esplosioni in altre città iraniane

Nelle stesse ore, sui social network sono circolate numerose segnalazioni relative ad altre esplosioni in diverse città dell’Iran. L’attivista politica Dilan_Azizmoradi ha riferito di forti boati uditi a Nowshahr, Hashtgerd e Qeshm, mentre ulteriori segnalazioni parlano di episodi analoghi anche a Karaj e Tabriz. Le informazioni restano frammentarie e non confermate da fonti ufficiali, ma contribuiscono a delineare un quadro di forte allarme diffuso nel Paese.

Le autorità iraniane, al momento, non hanno chiarito se gli episodi siano collegati tra loro né quali possano essere le cause delle esplosioni. L’assenza di spiegazioni ufficiali ha favorito la diffusione di indiscrezioni e ipotesi, amplificate dalla circolazione di video e testimonianze online che mostrerebbero colonne di fumo e danni agli edifici.

Pasdaran: «False le voci sulla morte del generale Tangsiri»

Tra le notizie circolate con maggiore insistenza sui social vi è stata quella relativa alla presunta morte del generale Alireza Tangsiri, comandante della marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Secondo queste voci, l’alto ufficiale sarebbe rimasto ucciso proprio nell’esplosione di Bandar Abbas. Una ricostruzione che è stata però smentita ufficialmente.

L’agenzia semi-ufficiale Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha definito tali informazioni «completamente false», negando qualsiasi coinvolgimento o decesso del generale. La smentita è arrivata mentre continuano le speculazioni sull’origine delle esplosioni, in un contesto già segnato da forti tensioni politiche e militari nell’area mediorientale.

Indiscrezioni su un possibile attacco statunitense

A rendere ancora più delicato il quadro sono le indiscrezioni rilanciate dal sito Drop Site News, secondo cui alti funzionari militari degli Stati Uniti avrebbero informato la leadership di un alleato chiave in Medio Oriente della possibilità che il presidente Donald Trump autorizzi un attacco contro l’Iran già nei prossimi giorni. Secondo fonti citate e riportate dall’Ansa, le operazioni potrebbero scattare già domenica.

Un ex alto funzionario dell’intelligence americana, oggi consulente per governi arabi, ha dichiarato che «non si tratta di armi nucleari o del programma missilistico. Si tratta di un cambio di regime». Secondo questa fonte, gli Stati Uniti pianificherebbero di colpire siti nucleari, balistici e installazioni militari, con l’obiettivo di indebolire in modo decisivo la leadership iraniana, in particolare quella dei Pasdaran. Un’ipotesi che, se confermata, rischierebbe di far precipitare ulteriormente la situazione nella regione.

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