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Irene Pivetti, rivelate le motivazioni della condanna a 4 anni

Irene Pivetti, rivelate le motivazioni della condanna a 4 anni

Secondo quanto scrivono i giudici, Pivetti avrebbe agito con piena consapevolezza e per un periodo prolungato. Nelle motivazioni si legge infatti che l’ex presidente della Camera ha “portato avanti un proposito criminoso per lungo tempo, adottando comportamenti capziosi” per “precostituirsi postume giustificazioni” e creare “un meccanismo che le consentisse il trasferimento di ingenti somme di denaro senza mai ravvedersi del suo operato e senza neppure porlo in discussione”, con “elevata intensità del dolo”. Inoltre, sempre secondo la Corte, avrebbe tentato “di giustificare l’ingiustificabile”, cercando “escamotage per depotenziare i propri illeciti”.

La vicenda giudiziaria riguarda alcune operazioni commerciali risalenti al 2016 per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta vi sarebbe in particolare la compravendita di tre Ferrari Granturismo che, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata per riciclare proventi derivanti da illeciti fiscali.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le operazioni sarebbero state parte di un sistema più ampio di movimentazione di denaro attraverso passaggi societari e transazioni commerciali apparentemente regolari. Proprio questo meccanismo, secondo i giudici, avrebbe consentito di trasferire ingenti somme di denaro rendendo più difficile individuare l’origine dei fondi.

La condanna a quattro anni di reclusione era arrivata con la sentenza pronunciata il 10 dicembre dalla Corte d’Appello di Milano, che aveva confermato la responsabilità dell’ex presidente della Camera per i reati contestati. Dopo la decisione dei giudici, Irene Pivetti ha sempre respinto le accuse sostenendo la propria innocenza. L’ex esponente politica ha dichiarato di non aver commesso alcun illecito e di ritenere infondate le contestazioni mosse nei suoi confronti.

La vicenda giudiziaria non è però ancora conclusa. Dopo la condanna, Pivetti ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in Cassazione, aprendo così un nuovo possibile capitolo del procedimento.

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