
Non è solo una partita decisiva per il percorso verso il Mondiale 2026. Italia-Bosnia si trasforma in una vera e propria prova di resistenza, tra difficoltà logistiche, condizioni climatiche proibitive e un ambiente tutt’altro che accogliente. Gli azzurri sanno già che, ancora prima di scendere in campo, dovranno affrontare ostacoli che vanno ben oltre l’aspetto tecnico.

Scelta strategica della FIGC: arrivo all’ultimo momento
Per evitare un’attesa complicata tra neve, pioggia e temperature vicine allo zero, la FIGC ha deciso di modificare i piani. La squadra resterà a Coverciano fino all’ultimo, partendo solo nel tardo pomeriggio in direzione Zenica.
Una scelta condivisa anche dal commissario tecnico Gennaro Gattuso, che punta a limitare al minimo l’esposizione dei giocatori a condizioni meteo particolarmente rigide. L’obiettivo è arrivare direttamente allo stadio, riducendo stress e imprevisti.
Il campo di Zenica: freddo, neve e rischio partita “sporca”
Il Bilino Polje si presenta in condizioni difficili. Nelle ultime ore si è lavorato senza sosta per rendere il terreno di gioco agibile, utilizzando sistemi di riscaldamento e stufe mobili per contrastare il gelo.
Il rischio concreto è che il campo pesante possa annullare il divario tecnico tra le due squadre, trasformando la partita in una battaglia fisica. Una situazione che potrebbe favorire la Bosnia, abituata a giocare in condizioni simili, e mettere in difficoltà una Nazionale italiana costruita su qualità e palleggio.
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