L’attivazione del piano di emergenza a Verona
Le conseguenze del blocco non si limitano alla zona alpina e al corridoio immediatamente vicino al confine. Anche l’area di Verona, nodo cruciale tra A22 e A4, sta registrando un impatto diretto per via dell’afflusso di veicoli e soprattutto per la gestione dei mezzi pesanti in attesa di indicazioni.
La polizia locale ha attivato d’urgenza il cosiddetto piano neve, un protocollo normalmente impiegato durante le grandi emergenze meteorologiche ma ritenuto necessario per regolare un flusso anomalo di mezzi e prevenire situazioni di stallo sulle principali direttrici. Il piano prevede interventi mirati sulla viabilità autostradale e sulle connessioni verso la viabilità ordinaria.
Secondo quanto reso noto, i camion e gli autocarri incolonnati vengono progressivamente indirizzati verso aree di sosta di grande capienza, così da liberare le corsie e ridurre i rischi per la sicurezza stradale. Tra i punti individuati figurano i parcheggi dello Stadio Bentegodi, della Fiera di Verona, del Quadrante Europa e di Veronamercato, utilizzati come spazi di accumulo temporaneo.

Indicazioni per turisti e viaggiatori: come ridurre i disagi
Il rischio maggiore riguarda i numerosi turisti stranieri presenti nell’area del lago di Garda e nelle località del Nord Italia che avevano programmato il rientro verso nord proprio in queste ore. Le code e i blocchi possono infatti allungare sensibilmente i tempi di viaggio, con possibili difficoltà anche nei pressi degli svincoli e delle aree di servizio.
Le società autostradali, a partire da A22, invitano a limitare gli spostamenti allo stretto necessario e a pianificare con attenzione eventuali trasferimenti. Per chi deve mettersi in viaggio, l’indicazione principale resta quella di posticipare la partenza al tardo pomeriggio o alla serata, così da attendere la fine delle restrizioni al valico e una possibile riduzione della pressione sul traffico.
In presenza di deviazioni obbligate, viene inoltre raccomandato di verificare preventivamente percorsi alternativi e disponibilità delle aree di sosta, tenendo conto che l’aumento dei flussi può congestionare anche tratte non abitualmente critiche. Una pianificazione accurata consente di ridurre le soste non necessarie e di limitare l’esposizione a ulteriori blocchi lungo il percorso.